Un minuto di silenzio

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“Il rispetto è per i vivi, per i morti non resta che il ricordo”
Una frase che amo molto, letta su qualche libro, del quale attualmente non ricordo il titolo, ma che oggi come oggi, nella situazione in cui il mondo si trova calza a pennello…
Ogni vittima diventa un martire, anche per noi occidentali, ogni attacco, ogni singolo proiettile scrive nel libro della comunicazione una parola nuova nella campagna di discriminazione verso le nostre controparti. Forse ultimamente sto utilizzando spesso questo argomento, forse (sicuramente) abusandone: ma questo mi pesa sullo stomaco…
Si fa anche facilmente generalizzazione, parlando di Islam: sono tutti pazzi criminali. Nessuno si ricorda della presenza dei musulmani moderati, i fanatici esistono in ogni razza ed in ogni ambito. Ma torniamo meglio a ciò che volevo dire.

Ogni persona caduta, ferita, rapita è una scusa per cortei, manifestazioni e servizi per telegiornali. Perchè non se ne parla finchè si è in tempo? Perchè non facciamo qualcosa per evitare che la gente muoia, invece che dedicare un minuto del nostro inutile, per quanto rispettoso, silenzio? Perchè un morto fa molto più rumore di un sopravvissuto, sulla Bibbia se non erro la frase “Fa più rumore un albero che cade nella foresta o uno che cresce?” ma sono sicuro esista qualcosa di simile anche nel Corano.
Ogni tanto mi chiedo se non sia più giusto, oltre che meno doloroso, farci gli affari nostri, pensando alla nostra incolumità ed alla nostra sicurezza. Chi mi dirà che tutto questo che accade è necessario per questa sicurezza non lo ascolterò.
Perchè non si costruisce la sicurezza con la violenza. Anche noi siamo terroristi invadendo i luoghi che non ci spettano, nè culturalmente nè per altre ragioni (petrolio ndAttila). Siamo terroristi perchè i bambini là temono di perdere le gambe quando passano i nostri aerei…
Ora che fare e che cosa dire, io, non posso nulla, e nemmeno lo potrò mai.
Ma posso parlare, ed anche se non mi muovo il pensiero viaggia. E vola. Vola verso posti dove non sono preoccupato.

E vorrei che volasse anche per chi teme per la sua vita, che potrebbe spegnersi, e che non può permettersi di fare quello che faccio io, di pensare, ma può solo correre, per non dover aver un minuto di silenzio in suo favore…

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Autore: attila

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19 pensieri riguardo “Un minuto di silenzio”

  1. Trovo difficile commentare un articolo di questo genere, ma è troppo facile commentare solo gli articoli più “leggeri”. Ci provo…
    Credo che tutti sognano un mondo migliore, ma purtroppo dobbiamo fare i conti con questo mondo, anche se non ci piace. Ma è nei nostri sogni che dobbiamo trovare la forza per cercare di cambiarlo, per far si che quel silenzio diventi pace, non morte.

    ci sarebbero tante cose da dire, ma non vorrei essere il solo a dirle…

  2. io invece sono assolutamente ignorante sull’argomento… non so cosa dire, davvero.

    però volevo commentare almeno per ringraziare Attila dell’articolo ci siamo sentiti ieri sera per parlare dell’Università e mi ha proposto quest’articolo. Ne sono lieto!

    Dico però una cosa che farà rabbrividire molti, incazzare altri e che credo non troverà alcun consenso: mi piacerebbe che facessero vedere i video delle esecuzioni in TV!

    Mi piacerebbe che la gente avesse il giusto atteggiamento nei confronti di quegli schifosi…

    Mi piacerebbe che ognugno di noi conoscesse per davvero quali cose riescono a fare quei folli…

    Mi piacerebbe che, così facendo, scomparisse un po’ di quell’ipocrisia che da un po’ di tempo dilaga un po’ troppo sulla bocca della gente… sopratutto in TV…

    Mi piacerebbe, ma chissà se accadrà… e chissa se sia una cosa poi tanto giusta… e del rispetto verso le povere vittime? Dove andrebbe a finire?

    Non so… però so che qualcuno ha proposto in parlamento quest’idea… e se ne è discusso…

    Già adesso si vedeno brevi spezzoni dei video, diciamo solo le introduzioni… ma non so cosa si deciderà…

  3. SCUSATE, MA SCRIVENDO E SCRIVENDO MI SA CHE MI SONO DIMENTICATO L’USO CORRETTO DELL’ITALIANO…

    SORRY PER L’INCOMPRENSIBILE COMMENTO SOPRASTANTE!

  4. non sono d’accordo, spero non li trasmettano mai. non potrà migliorare niente e sarebbe solo un’altro spettacolo osceno, pornografia pura e gratuita. i miei occhi non hanno bisogno di vedere quello che per ora possono solo immaginare. chi vuole vedere i filmati completi, chi vuole farsi questo full immersion nella volgarità di quell’atto tremendo, lo può già fare cercando in Internet. A sua completa scelta.

  5. non sei la sola che si dovrebbe vergognare, ci sono anch’io e credo molti altri…
    Ma forse i media è proprio questo che vogliono: tenerci ignoranti.
    Così invece di passare all’azione, rimaniamo comodamente impantanati nella nostra beata ignoranza. Un po’ come me in questo momento che non so bene cosa dire, ma credo che il solo provarci sia meglio del restare in silenzio per paura di dire cavolate. Così almeno diamo un segnale, facciamo sapere che vogliamo pensare con la nostra testa. Poi, se quello che diciamo sono delle cavolate spero che allora qualcuno ce lo dica, ma spero anche che ci dica il perchè, dove sbagliamo e come stanno realmente i fatti; in modo da instaurare un dibattito utile e costruttivo. Perchè sono stufo degli sciocchi dibattiti proposti dai media, il cui unico scopo è di fare odience. Non voglio permettergli di pensare al mio posto.

  6. E’ davvero difficile commentare questo articolo…è un’argomento talmente vasto e complicato che per ogni mia frase ci potrebbe essere un errore! Io sicuramente non potrò fare niente di concreto per i bambini e tutti gli innocenti che soffrono per una guerra che non hanno voluto e non vogliono, ma non dimentico che ci sono molte persone che volontarie e non cercano di dare il loro aiuto. il terrorismo spaventa tutti (me per prima) ma voglio pensare che ci sia qualcuno che sta cercando soluzioni per combatterlo…Speriamo!

  7. Vedi, silvietta, il discorso che fai tu è corretto.

    Ma la TV è indiscutibilmente più efficace di Internet. Beh, se mostrano un video tu puoi chiaramente e liberamente cambiare canale, non trovi?

    E poi non dico che dovrebbero fare una 24 ore non stop di video di esecuzioni… non esageriamo! Alla fine li vedresti all’interno di un Telegiornale… mi sembra anche abbastanza logico…

    Dico soltanto che si potrebbe anche evitare di censurarli, tutto qui.

    Io ho visto il video della decapitazione di Nick Berg: non mi è piaciuto, anzi, la seconda volta non sono nemmeno riuscito a guardarlo tutto… Ma credo mi sia servito… sai, tutte quelle parole che si sentono in tele su quello che succede, su quello che hanno fatto a quegli ostaggi… beh, se non lo vedi non puoi avere nemmeno idea della sofferenza, della crudeltà e dello schifo che caratterizza quei terroristi, quegli ANIMALI!

    beh, per finire, se non l’avessi visto, ora, sarei un po’ più ignorante in materia…

    P.S.: mi puoi dare una definizione di pornografia?!

  8. Bello spunto di conversazione Attila, anche se difficile, complesso e soprattutto ricco di sfumature che non possono esser conosciuti da nessuno.

    Per noi i fatti sono quelli che ci vengono raccontati. Per noi ciascuno di no esiste una realta diversa, comprese le realta’ di chi sta vivendo quelle situazioni di guerra.

    Le esecuzioni, gli atti terroristici, ogni cosa che accade in quei territori e’ filtrata attraverso i media. Tutti i media, basta leggere i giornali per rendersi conto come le notizie che ci giungono siano modificate, impastate e manipolate. La verita’ e’ che la c’e’ la guerra. Inutile (mia opinione edoluz) trasemettere i filmati per scatenare l’indignazione, anche perche’ il mio cinismo mi fa credere che il piu’ delle volte siano atti di malviventi senza controllo che, semplicemente, approfittano di questa situazione per ottener denaro attraverso riscatti (non ultimo esempio l’abbiamo avuto a casa nostra…).

    Secondo me non esiste al mondo una persona che sappia esattamente cosa sia e stia succedendo. E non solo in Iraq, ma in tutto il mondo. Rendiamoci conto che spesso non conosciamo nemmeno quello che accade nel nostro piccolo paese. Crediamo di sapere, ma il piu’ delle volte non e’ cosi’, scopriamo, approfondendo che la verita’ e’ ben altra. Come possiamo pretendere di sapere, e soprattutto giudicare?

    Ecco perhe’ vivo la situazione in uno stato di contraddizione. So solo di non poter conoscere e quindi mi agrappo a cio’ che di certo posseggo: la morale, il senso di giustizia. Cosi’ mi trovo a pensare indignato alla guerra e poco dopo mi arrabbio col povero cristo, ma formidabile rompicoglioni che vuole vendermi un accendino, un braccialetto, un chissa’ che; mi trovo a riflettere sulla liberta’ di tutti, ma mi vergogno a scoprire che vorrei la liberta’ di tutti… a casa loro.

    Relativamente all’indifferenza, non credo che ci si debba sentire colpevoli. Cosa dovremmo fare? Partire eroicamente per aiutare materialmente le popolazioni colpite? Lasciare tutto e farci risolutori della crisi mediorientale? Donare tutto cio’ che possedianmo garantendoci un minimo per la sopravvivenza? Non credo. Dobbiamo prender coscenza che siamo fortunati (spesso non ci sentiamo cosi’ fortunati e pensiamo ai nostri piccoli problemi come le cose piu’ gravi che ci possono accadere). Parlarne, come ora, farsi un’opinione, e’ certamente meglio che partire santificati per poi finir rapiti(ogni riferimento e’ puramente casuale. Ci sono tante persone bisognose anche qui senza dover necessariamente andare in Iraq…).

    Concludo questa lunga sbrodolata (forse confusa come i pensieri che affollano, credo, tutti noi) nella speranza che il verme del dubbio si insinui anche e soprattutto nelle menti di chi crede di averle queste benedette certezze. Forse allora le cose verranno viste in modo diverso e si dara’ piu’ importanza ad amare che non a uccidere.

    Immagina che non ci sia il paradiso, è facile se ci provi
    Ne l’inferno sotto di noi, sopra di noi solo il cielo
    Immagina tutta la gente che vive giorno per giorno
    Immagina che non ci siano nazioni, non è difficile
    Nulla per cui uccidere o morire ed anche nessuna religione
    Immagina tutta la gente che vive in pace
    Potresti dire che sono un sognatore
    Ma non sono l’unico
    Spero che un giorno ti unirai a noi
    E il mondo vivrà come se fosse uno solo
    Immagina che non ci siano proprietà, mi chiedo se ci riuscirai
    Nessun bisogno di avidità o brama, una fratellanza dell’uomo
    Immagina tutte quante le persone
    Che condividono il mondo intero
    Potresti dire che sono un sognatore
    Ma non sono l’unico
    Spero che un giorno ti unirai a noi
    E il mondo vivrà come se fosse uno solo

    (J.L.)

    Dunque, non era tutto gia’ scritto? Crediamoci!! 🙂

    Nick

  9. Scusate per gli strafalcioni ma non ho riletto…

    Nick

    p.s. attila, anch’io suono il sax, clarinetto ecc…

  10. la pornografia è uno spettacolo osceno. E’ per questo che definisco tale queste esecuzioni. Non vorrei mai trovarmi alle 8 di sera a guardare il TG e dovermi sorbire quel macabro spettacolo. Lo trovo senza rispetto. Soprattutto per i più piccoli e per coloro che non vogliono “subirlo”.. Non nego che ho avuto la curiosità anche io di vederlo, ma poi non l’ho mai fatto. Ma anche se venisse trasmesso nelle ore più tarde… non mi ci vorrei imbattere. E credo sia proprio su questo rispetto per le persone che hanno deciso di non vedere, che si sono basati i direttori di rete/giornali, ecc… Non guadagnerei niente a vedere, non realizzerei più di quanto io già faccia, di quanto il gesto è cruento, la morte lenta, dolorosa, tremenda, disumana. Neanche gli animali (con tutto il rispetto parlando) si uccidono con tanto disprezzo. E loro uccidono per sopravvivere.

  11. Imagine…. a perfect day.
    Nick ma come fai a catalogare i tuoi pensieri in modo così ordinato??? Io credo di aver fatto una grande confuasione con i miei commenti… chiedo scusa.

  12. Certo vai a dire a un soldato italiano spedito in missione di PACE, che è l’unico a poter dare un aiuto concreto alla nazione, che è un terrorista.
    Penso che si senta già dire offese di ogni genere dalla gente che lui stesso va ad aiutare. Ma è il suo lavoro, è una sua scelta di vita.
    Cosa possiamo fare noi?Se sapessimo sempre tutto quello che c’è da sapere cosa ci cambierebbe?Il minimo che possiamo sapere lo sappiamo, non pretendiamo qualcosa di cui poi ci potremmo pentire.

  13. cambierebbe che sapremmo. cambierebbe che io, invece di campare delle ideee, delle supposizioni per aria, avrei l’idea precisa di ciò che succede. e maledetta me che non sono andata a vedere il film di Moore (che non è una verità assoluta, ma mi avrebbe fatto vedere una nuova sfaccettatura del problema). cambierebbe che non navigherei nell”ignoranza parziale o totale” in cui mi trovo ora, ma che potrei assumere una posizione. Anche se comunque non avrei ancora nessun potere di cambiare le cose…

  14. Pensa come ti sentiresti se domani gli svizzeri (popolazione che non me ne voglia, ma che utilizzo solo proprio perchè IMPOSSIBILE che facciano cose del genere) invadessero l’italia ed il piemonte.
    Non potresti più uscire di casa senza temere per la tua vita. Ma dal loro punto di vista potrebbe essere giusto attarci, perchè gli rubiamo la corrente o perchè non gli piace il nostro dialetto, o forse perchè vogliono il nostro riso.

    L’esempio è molto stupido, ma rende per farti capire, vicky, che se domani qualcuno arrivasse da te a buttare bombe non ti importerebbe perchè, ma ai tuoi occhi sarebbe un terrorista… questo è quanto penso io!

    Ciao ciao!

  15. Ma non pensate che potrebbe essere anche pericolosa un’ esagerata dispersione di notizie, credo che le due Simone ora siano a casa loro salve proprio perchè lo Stato ha mantenuto una grande discrezione e silenzio.Se tutti i messaggi, gli aggiornamenti e gli accordi fossero stato di dominio pubblico,andando peraltro contro le richieste dei rapitori, adesso non sarebbero forse neanche vive..
    Se poi il popolo Iraqeno, ora che non è più sotto una tirannia e che ha maggiori possibilità di “rivolta”, non si limitasse a farsi buttare le bombe in testa dagli italiani e dagli americani,che COMBATTONO IL TERRORISMO e non gli Iraqeni,ma si decidesse a provare a ricostruire con il NOSTRO aiuto il LORO STESSO paese sarebbe tutto più facile(il corteo sempre per le due Simone lo dimostra).

  16. Io credo che tu ti sia risposta da sola.
    Se non sono in grado da SOLI di ricostruire il loro paese, io non vedo perchè rischiare le nostre vite se qualcuno di loro non ci vuole all’interno del loro paese. Noi abbiamo provato ad aiutarli, alcuni, non tutti, non accettano questo aiuto, non capisco perchè fissarsi con il voler a tutti i costi fare le crocerossine, perdonatemi il gioco di parole.

    Quando non sono gradito non rimango dove sono…

    Ps. Per tutti: Sarebbe molto meglio evitare riferimenti espliciti a luoghi, popoli e persone. Vedo che tutti parliamo della stessa cosa. Per delicatezza, educazione, omertà o quello che volete gradire non si parlasse di nomi e luoghi, mi sembra molto sgradevole. Rimaniamo sul vago. Grazie a tutti.

  17. Io sarò proprio un testa di cazzo… ma su queste cose mi riesce estremamente difficile commentare cercando di dire cose sensate. Mi limito, quindi, a esprimere un grosso punto interrogativo senza arrogarmi nessun diritto di soffrire per il mondo.

    Per quanto riguarda l’articolo invece vorrei far notare che esiste una sostanziale differenza di energia fra il pensare e l’agire. So che molto probabilmente suoneranno ostili queste parole le scrivo ugualmente: Penso che un minuto di silenzio dedicato a chissàchi sia inutile quanto una bandiera della pace esposta alla finestra. Il più grosso atto patriotico che la casalinga di Voghera abbia mai fatto! Stendere il vessillo salva vite sul suo balcone per poi tornare in casa a guardare uno dei tanti reality show.

  18. se mi permetti, lapo, io sinceramente non ho nulla contro i Reality Show… mi piacciono, mi divertono, se li vuoi vedere li vedi…

    beh, in quanto ad utilità alcune cose… la bandiera della pace, il lumino sulla finestra… boh?

    sarò scemo io, o molto più intelligenti gli altri, ma scusatemi: NON LE CAPISCO!

  19. I simboli, gli atti simbolici concretamente sono inutili hai ragione. Non portano apparentemente alcun vantaggio concreto. Non saprei dirti se è giusto o no adottare un simbolo.
    Ti faccio un esempio.
    Pechino, piazza tienanmen 89 (per i dati specifici mi avvalgo della sola memoria, perdonatemi x gli aventuali errori), ricordate quel famosissimo filmato dove si vedono giovani studenti che impediscono lo sfilare dei carriarmati? Alcuni di loro (si vede nel video) muoiono schiacciati come formiche…
    Un gesto estremo, se vuoi inutilissimo, ma ora a distanza di 15 anni me lo ricordo bene, io come altri. Ricordiamo quello che era il vergognoso regime cinese. Ricordiamo che forse oggi la Cina non è poi così diversa.

    Il simbolo, credo, assume un valore importante quando dietro vi è il ricordo. 1984, Orwell, il “partito” basava la sua forza sulla manipolazione dei ricordi…

    ————————————-

    Iraq. Il mondo non è diviso in buoni e cattivi, credo, come alcune persone e i libri di storia dicono. Quindi sono in difficoltà a dare un giudizio.
    Qulacuno di noi, mi pare di capire, li accusa di essere cattivi e ignoranti perchè non accettano l’aiuto che noi bravi offriamo loro. Così più o meno?

    Penso per un attimo di essere iraqeno. Daal’invasione URSS dell’afghanistan ad oggi, gli occidentali sono stati prima alleati, poi amici del nemico Israele, poi il nemico giurato dell’Iraq, ora dovrebbero essere amici degli iraqeni. E’ un po’ difficile da accettare. Troppi cambi repentini.
    Inoltre non credo ke il popolo iraqeno sia al 100% contro il regime di Saddam. Un po’ come in Italia con il Duce. Oggi diciamo che, dopo l’armistizio, chi ha scelto di combattere per la Repubblica Sociale è cmq un patriota x’ ha difeso cmq la Patria.
    E’ un momento di altissima confusione.
    Difficile giudicare.

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