Welcome San Francisco

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San Francisco è un altalena. Ieri, nella nottata, dopo il resoconto lasciatovi, siamo andati ad esplorarla per cominciare a sentirne il sapore. La città è viva. Si sente il suo indistinto odore che la caratterizza dalle altre. E’ un puzzo di disinfettante a retrogusto marino. Una giornata che dura 28 ore può essere affaticante e, verso le due, siamo rientrati in albergo per riposare. La notte è durata poco, alle 9 di mattina stavamo già pasteggiando una prepotente colazione americana presso il Taylor’s street coffee shop. Bacon with cheese and fruit, per gradire. Pancia piena e rotta verso il tragitto dei Cable car , i caratteristici tram da cartolina. Aspettiamo molto ma ne vale la pena. Queste enormi scatole a rotaie si impennano per le colline della città con gente aggrappata ai loro bordi. Ho la fortuna di essere tra i primi della fila e mi godo tutta la corsa sentendo l’aria battermi la pancia. Gente forestiera ci osserva, noi, tarzan metropolitani. La fine della corsa ci consegna alla riva nord, scendiamo in cerca di un mezzo di ritorno. Troviamo un negozio di bici e il mezzo di ritorno si trasforma in un tandem per girare la città. Si, ci piace l’idea di pedalare. Gambe in spalla partiamo per il Golden Gate Bridge, la colazione sostanziosa ci spinge senza fatica e troviamo persino il tempo di istigare i passanti con il nostro rozzissimo humor italiano. La vista del colosso ci stupisce, percorrerlo risulterà un impresa, soprattuto perchè non appena cerchiamo di tornare indietro comincia a piovere. Ah, anticipo, a San Franisco fa freddo, c’è aria, poco sole, tanto vento. Nella mia valigia non compaiono indumenti pesanti e comincio a risentirne. Pedaliamo, pedaliamo, pedaliamo. Giù per Golden Park, dentro questo immenso polmone verde. Lo infilziamo, stanchi morti e ci ritroviamo sulla strada per Twin peaks. Le salite diventano valichi ma il panorama vale ogni singola pedalata di coppia. La pioggia è ormai insopportabile e decidiamo di riconsegnare la bici. Il rental bike si trova dall’altra parte della città e l’attività chiude alle 19. Perchè tutta questa fretta vi chiederete? Perchè il sottoscritto, scemo come una biglia, ha immediatamente perso le chiavi del lucchetto e quindi non ci riesce di tenere la bici parcheggiata, durante le varie visite. Ok, l’impresa può essere compiuta. Giù per Market street e poi tutta la costa nord di un fiato. La pioggia rompe. Entriamo in una strada riservata ai bus, manca poco tempo ed ecco il battesimo dell’ostica giornata: un bel tuffo sull’asfalto bagnato dell’embarcadero Street. Alcuni ridono, altri paiono preoccupati. Raccogliamo vestiti e abrasioni e ripartiamo verso il negozio. Campanello rotto, bici graffiata, chiavi perse. Non male per due coglioni simili. Il gestore ci fa pagare solo il lucchetto (non si accorge degli altri danni) e ci buttiamo in un taxi. Troppo stanchi per fare 20 isolati a piedi. Al ritorno in albergo crolliamo sul letto… lasciando questo post a metà. Al mattino il pc è spento, la tv ancora accesa, la luce pure. Domani comincia una nuova giornata.

Visited :

Union Square

Taylor Street

Cable Car, Powell Street

Jefferson Street

North Beach

Golden Gate Bridge

Vista Point

Baker Beach

25th Avenue

Golden Gate Park

Japanese Tea Garden

Lincoln Way

Twin Peaks

Oak St

Market St

Embarcadero

Fisherman’s Wharf

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lapo
lapo

3 pensieri riguardo “Welcome San Francisco”

  1. cazzo ragazzi che figata….vi invidio un casino!
    immagino la caduta….che ridere….ahahahahahahhaaaaahhh
    tenetici aggiornati!
    bye

  2. Grandi ragazzi…aspettiamo con un po’ di sana invidia il seguito delle vostre avventure!!!Take care!!!

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