La crisi

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Sto vivendo una crisi e una crisi c’è sempre ogni volta che qualcosa non va *

É mercoledì notte. Torni a casa dopo una solita uscita con amici, in mezzo ad amici, tra sconosciuti e un po’ meno sconosciuti. Si vive in bilico ultimamente.
Saranno due, forse anche tre settimane che questa cosa è cresciuta dentro, lenta ma tangibile quasi in ogni istante. Non sai cos’è, non la percepisci come sensazione. Sembra solo un malessere passeggero.
Stai staccando ogni filo che hai intorno, con colpi secchi. Ti guardi intorno e come un giudice valuti ogni singola particella d’aria che respiri. Sei critico molto più con gli altri che con te stesso, e forse andrebbe fatto l’esatto contrario.

Quando arriva una crisi riaffiorano alcuni ricordi che credevo persi cosa penso di me cosa voglio da te dove sono cosa sono e perché *

É mercoledì notte. Saranno le 2:30, forse le 3:00, non ricordi. In questi ultimi giorni ti sono piombate addosso così tante emozioni contrastanti. Unite a quella cosa che avevi già dentro attendevano solo il momento giusto per esplodere.
E il momento giusto arriva, quando non lo aspetteresti mai. TV accesa, zapping insensato mentre i pensieri cominciano a mischiarsi tra loro. Ti fermi su un vecchio show di comicità italiana, la classica replica notturna estiva del palinsesto televisivo.
Dovresti ridere, nonostante la mente sia offuscata al punto giusto. Ma non ridi. Per nulla.

Molto spesso una crisi è tutt’altro che folle è un eccesso di lucidità *

É mercoledì notte. É stata come un’implosione. Inaspettata. Non voluta. Mentre guardi e ascolti battute comiche. Arriva così. Immagini velocissime che si mischiano tra loro, e la cosa peggiore è che non riesci a controllarle.
Tenti di scacciare via tutto, ma è impossibile. “Non ce la faccio, non ce la faccio”, ti ripeti ossessivamente, ed è proprio così.
Non ce la fai a mandare via quest’implosione di emotività o chissà cos’è.
Gli stessi sorrisi, gli stessi occhi, le stesse espressioni imbronciate, le stesse attenzioni. Volti che si mischiano, è lei, non è lei, è un’altra, ma è lei, poi torna, ricordi, sorrisi, posture, gesti, è lei, non è lei, attimi in cui ti sembra d’impazzire, stai impazzendo. Non è spiegabile tutto questo, non è nè spiegabile nè comprensibile ai tuoi occhi e alla tua mente.
E tra questi crudeli giochi di un destino che vorresti uccidere arrivano altri ricordi ben più dolorosi, per quella bionda matta che sorrideva e che non c’è più.
Si mischia tutto. E non c’è lucidità in tutto questo, sei in completa balìa delle emozioni.

Mentre continui a ripeterti “non ce la faccio, non ce la faccio, non ce la faccio, non ce la faccio”…scoppia tutto dentro. E cominci a piangere. Solo. Un pianto nervoso, forse nevrotico, un pianto impotente, un pianto colmo di fragilità. Solo, mentre ti stringi alle tue gambe nel letto con in sottofondo un vecchio show comico. E tu piangi, un comico pagliaccio che si specchia nella vita.

[* Bluvertigo, “La crisi”]

tratto da:
altrove

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Daniele
Daniele
b. 14011981 \\ designer \\ one heart \\ green eyes \\ dreamer

Autore: Daniele

b. 14011981 \\ designer \\ one heart \\ green eyes \\ dreamer

8 pensieri riguardo “La crisi”

  1. Non sporco un momento così delicato, ti lascio solo un segno del mio passaggio, della mia lettura, del mio apprezzamento.

  2. Beh, sì. Anche se di tre mesi fa. Non sono capace a inventare storie, bene o male quello che scrivo arriva da quello che vivo. Certo, a volte romanzato, a volte esagerato, a volte decontestualizzato, a volte fedelissimo alla realtà 😉

  3. Molto spesso una crisi è tutt’altro che folle è un eccesso di lucidità *

    credo che sia forse il pezzo più bello.
    A mio modesto parere molto più bello questo stile rispetto a quello che usi di solito.Soprattutto più veritiero.e…questa volta ammetto di non essermi fermata a metà come in molti degli altri tuoi brani.Bravo!!!

  4. Eheh, grazie Glo, onesta 🙂
    D’altra parte capisco che a volte certe cose che scrivo possono sembrare ostiche, anche perché spesso scrivo per me più che per gli altri, è una sorta di psicoanalisi 😀
    La frase che hai citato è appunto presa da una canzone dei Bluvertigo che ha comunque influito sul pezzo, o forse era semplicemente la colonna sonora più adatta.

  5. la notte, spesso, invece di portare consiglio, riesce a tirarti fuori tutto ciò che di giorno o da mesi hai assimilato, inglobato, ma che non sei riuscito mai a smaltire.
    A me i programmi della notte mettono una tristezza… vabè ma questo non centra.
    Ogni momento è buono per sfogarsi, lasciale andare via quelle lacrime…ke te ne fai? tenerle dentro può essere molto peggio…lasciale scivolare..e quel che sarà sarà…

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