Notti liquide

Ehi, cosa ne dici di condividere:

autostrada

Autostrade di pensieri che rincorrono parole.
Luci elettriche e liquide nel cuore della notte, tutto può scivolare via, tutto.

Distratta e sospesa camminata in mezzo al mondo, urlo ma non sento nemmeno la mia voce, solo il cuore che batte a 120 bpm con cassa in quattro.
La notte non ha fine, tutto il mondo è sul palmo della tua mano.

Ogni sospiro rubato, ogni tocco rubato, ogni carezza rubata.
L’ultima lacrima del corpo è per te, notte.

È l’alba. Punto di partenza verso altre notti.
Un’altra notte è finita, un altro giorno ricomincerà, ancora.

tratto da:
altrove

Ehi, cosa ne dici di condividere:
Daniele
Daniele
b. 14011981 \\ designer \\ one heart \\ green eyes \\ dreamer

Autore: Daniele

b. 14011981 \\ designer \\ one heart \\ green eyes \\ dreamer

3 pensieri riguardo “Notti liquide”

  1. La notte come fine eppure partenza. La notte è quel momento in cui, privi della corpertura della vita “normale”, fuori degli occhi di tutti, si diventa più fragili. La notte può entrarti dentro, la notte, croce e delizia.
    I miei complimenti Daniele, i tuoi brani ultimamente hanno acquisito qualità a varietà. Hai la capacità di concretizzare, attraverso le parole, pensieri e emozioni. I miei complimenti, un bel pezzo, soprattutto l’inizio.

    Molto Lucignolo come genere…la musica adatta a questo viaggio nell’oscurità:

    Segui il suo sentiero giallo fra le dita,
    morbida vertigine sui vuoti della vita,
    nebbia calda e densa appesantisce il mio respiro,
    prime luci del mattino resto ancora in giro.

    Nuvole in bottiglia vuote come i miei pensieri,
    cerco un po’ di vita per dimenticare ieri,
    piove e per la strada c’è una luce surreale,
    né giorno né la notte dolce limbo boreale.

    NICOTINA NICOTINA

    Catalitica la notte incontra la mia sete,
    stormi di dolci gabbiani dalle discoteche
    sgommano e decollano e incomincia un altro giro,
    la brace tra le dita chiama un altro tiro.

    NICOTINA NICOTINA GROOVE NICOTINA

  2. Grazie. In realtà il brano è del 2004, ed era un periodo in cui spesso e volentieri si faceva mattina in condizioni non proprio lucidissime. La notte ha reso spesso fragili da queste parti, e i tempi dilatati, le luci dilatate, rendevano e rendono tutto più introspettivo.
    Lucignolo? Al limite Jack Folla 😉

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