FFWD

Ehi, cosa ne dici di condividere:

“Arrivo”. Ho addosso ancora la schiuma da barba, mi sono appena tagliato col rasoio quand’è squillato il cellulare. Il sangue sporca l’acqua di rosso.
Mi sciacquo il viso in fretta, m’infilo un paio di jeans e una maglietta ed esco di corsa.

Prendo la Vespa senza pensare a dove andrò, o alla strada più breve. So già che mi porterà dritto a destinazione.
L’aria è tiepida e il sole è già quasi tramontato. C’è quella sensazione che conosco bene di “sentirsi” l’estate dentro. Dentro. Come sentirsi dentro te.
Mi devo ancora abituare a questo clima, questi mesi altrove sarebbero stati gelidi.

È un’ora della sera in cui le luci assumono forme e colori strani, tra i riflessi dell’acqua e del cielo che si incontrano, quasi un rapporto carnale che si ripete ogni giorno.

Lei è già lì, appoggiata alla sua auto, ha gli occhi lucidi e fuma una sigaretta in apnea. Lei che non fuma nemmeno. Sorride quando mi vede arrivare. Un sorriso che è come un lampo, appare e scompare subito.
Indossa una camicia e nien’altro. La mia, abbandonata nella sua stanza qualche notte fa.
Venti minuti, forse mezz’ora, senza dire una parola. Non ce n’è bisogno, lo sappiamo entrambi.

“Rivoglio la mia vita indietro, rivoglio la certezza che respirare rimanga un vizio straordinario”. Ne ha passate tante Maya, i desideri inespressi e le emozioni che si lascia dentro le fanno male. Troppo male. Si aggrappa a me ancora una volta. Sa che le terrò sempre la mano, anche se tra poche ore sarò su un aereo, lontano dall’isla, lontano da lei.

“Promettimi che cercherai ancora una volta di afferrare i tuoi sogni, promettilo”.
“Arrivederci, mi princesa. Ci reincontreremo prima o poi”.
“Già…ci reincontreremo in un’altra vita, quando saremo entrambi gatti, come in quel film che ti piace tanto”.

Rimetto il casco. Voglio solo sentire il mio respiro, e il silenzio.
Indosso gli occhiali da sole scuri per nasconderle gli occhi lucidi, quelli presi in una bancarella di Es Canar quel giorno che il sole ci toccava dentro. Dentro. Come sentirsi dentro te.
La strada sembra non finire mai, o forse ho solo sbagliato per seguire questi sentieri dell’entroterra de la isla. Il vento asciuga un po’ le lacrime mentre sorrido al sole che tramonta. Lo stesso sole che ci ha toccati dentro. Dentro. Come sentirci dentro noi.

Decido di fermarmi a La Playa di Levante. Non c’è quasi più nessuno, solo qualche gabbiano che mi fa compagnia mentre mi sdraio sulla sabbia. Non voglio pensieri, voglio sentire solo il mare che mi culli un po’. Come quando ero bambino.

A qualche decina di metri un vecchio guarda il mare: ha le mani unite dietro la schiena, e fuma la sua stramba pipa. Lo riconosco anche in questa luce flebile e con gli occhi gonfi e umidi, è il vecchio della taverna appena sopra la strada. Mi fa un cenno di saluto e si avvicina. I vecchi spesso ti leggono negli occhi, lui più di tutti. Non mi guarda nemmeno, continua a fissare le onde. Sa che non dirò una parola.
“Sono venuto tante volte a parlare col mare, figliolo, fino a che ho capito che lo dovevo solo ascoltare. Il mare ti conosce, per questo devi sentirne i consigli”.

Mi invita con un cenno a seguirlo alla taverna, ci sediamo su un tavolo che dà verso gli scogli e mi offre un rhum. “E’ quello buono” dice tossendo fuori il fumo che ormai gli riempiva i polmoni “lo tengo per gli amigos come te”.
Restiamo così finché il sole non scompare del tutto, senza dire una parola in più. Lui si versa l’ultimo bicchiere poi si alza.
“Vedi ragazzo, il mare domani partorirà ancora, e con il sole si rincorreranno come due amanti bisticciosi per tutto il giorno. E faranno l’amore. E il giorno dopo ancora”.
Un mugugno di assenso fu tutto quello che uscì dalla mia bocca.
“Il mare sa sempre come farlo tornare, per questo lo devi ascoltare. Ora, se non ti dispiace, vado a riposare questo vecchio corpo stanco. Perché vorrei essere ancora qui domani ad ascoltarlo, anche se non avrò ancora molti giorni e molti tramonti davanti…per cui, i miei ossequi”. Una grassa risata fu il suo congedo. Rideva di fronte alla vita, quel vecchio, rideva sempre.

Rimisi il casco. Solo con il mio respiro, e il silenzio. E il mare che mi salutava.

Tornai verso casa, in lontananza sentii la musica e la gente che arrivava come stormi impazziti al Blanco per l’aperitivo. La stagione inondava l’isola di turisti alla ricerca di divertimento e di qualche avventura facile e da cancellare in fretta.

Ora non mi toccava più, erano passati cinque anni dal mio arrivo alla isla, ormai mi sentivo parte di essa. Dai palazzi e dalla pazzia frenetica di una Milano grigia a questo paradiso che mai mi sarei immaginato solo qualche anno prima. Ancora oggi tornavo da quella strada, ma è cambiato tutto dalla mia prima visita.

Appena il tempo di mettere la Vespa sul cavalletto e sento Rafael corrermi incontro. Il sorriso di un bimbo come lui è la cura migliore contro ogni pensiero scuro. Si aggrappa alla mia gamba per farsi prendere in braccio.

“Daaaaaa!” mi urla addosso pieno di felicità. Lo prendo in braccio e lo faccio volare un po’, giro su me stesso e ridiamo a crepapelle. Gli dò un bacio sulla fronte, lui ricambia con un abbraccio e un sorriso.

“Dai, scricciolo, entriamo in casa, è quasi ora di cena”. Lo rimetto giù e lui corre verso casa. La tenda si apre e Maya prende al volo Rafael tra mille sorrisi.
La felicità che avevo rincorso per tanti anni era lì, davanti ai miei occhi. Non dovevo più scappare.

Avevo la mia vita davanti ai miei occhi. Quegli occhi e quel sorriso che avevo cercato per anni. Gli occhi e il sorriso più belli del mondo, riflessi in quelli di Rafael.

Mi fermai un attimo per guardare il mare e ripensai ancora una volta alle parole di quel vecchio anni prima, e alla mia scelta di tornare qui pochi mesi dopo quell’incontro a La Playa di Levante. Guardai Maya nei suoi occhi scuri e meravigliosi, le accarezzai i lunghi capelli neri e la baciai.

“Hola, mi princesa”.

tratto da:
altrove

Ehi, cosa ne dici di condividere:
Daniele
Daniele
b. 14011981 \\ designer \\ one heart \\ green eyes \\ dreamer

Autore: Daniele

b. 14011981 \\ designer \\ one heart \\ green eyes \\ dreamer

2 pensieri riguardo “FFWD”

  1. WoW!
    Bellissimo.
    Sei riuscito a tenermi incollato, cosa già non da tutti… e mi hai fatto letteralmente immedesimare nel racconto.
    Complimenti, questo tuo lato, questa tua capacità… beh, meritano davvero tanto.
    Spero che tu voglia contribuire ancora con racconti come questo… li apprezzerei davvero molto!

  2. L’ho letto anche io di fiato l’altra sera, veramente bello mi è piaciuto un sacco. Un daniele che non conoscevo sotto questo punto di vista stilistico ma che mi ha molto entusiasmato! Un forward inaspettato… che ti arriva piacevolmente addosso con molta energia, molta delicatezza e molto romanticismo!!

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