Segreteria telefonica

Ehi, cosa ne dici di condividere:

“Ciao Mirko. Oggi siamo andati al parco, io e Roberta. Abbiamo giocato e faceva caldo e ci siamo spruzzati l’acqua addosso. Non sembrava triste come gli altri giorni. Ormai dice che fra poco tornerai. Anche io lo spero davvero con tutto il cuore e voglio dirti che finchè non ti rivedrò, penserò io a lei. Ho un sacco di altre cose da raccontarti quando arrivi, però voglio dirtele di persona…

…E’ molto bella. Oggi al parco le altre persone passavano e la guardavano spesso, intendo i ragazzi. E’ davvero molto bella, ma penso sai normale che attiri qualche attenzione. Io comunque sono sempre stato molto vigile e attento. Ci siamo divertiti molto oggi al parco, dopo siamo andati a mangiare un gelato da Orlando e io ho preso un cono gigante ed offerto una coppetta anche a Roberta. Dovevi vedere come mangiava quel gelato, le piaceva proprio. Dopo ci siamo persino persi, si, siamo andati verso il lago e ho provato a fare una strada nuova, senza buoni risultati. Lei rideva e diceva che ero un pasticcione. Poi le ho raccontato un sacco di cose buffe che ho fatto da ragazzo e lei giù ancora a ridere! E’ ancora più bella quando è contenta. Le ho fatto un sacco di complimenti e penso che questo le abbia fatto molto piacere. L’ho fatta sfogare, insomma, come ben sai per una donna è molto importante. Sono contento di aver fatto bella figura, era la prima volta che uscivo da solo con lei. Ci tenevo parecchio. Già. Poi avresti dovuto esserci, alla fine, quando siamo tornati, l’ho portata al bar e c’erano tutti i ragazzi, ma proprio tutti. Loro che non l’avevano mai vista. Si, cioè, non se lo sognavano nemmeno che fosse lei la tua ragazza.”

Dalla porta a vetri comparve un ombra che oscurò l’interno della stanza. Osservai come abbagliato annunciando un silenzioso cenno di pazienza.
“Dovevi vedere che facce. Ha colpito tutti, beh sai era vestita benissimo e una ragazza così da sempre nell’occhio, portava un paio di jeans impeccabili e quella magliettina rosa che le avevi regalato tu. Coda alta e un paio di scarpe da tennis davvero fantastiche. Comunque avresti dovuto vedere le facce! Dopo abbiamo bevuto un aperitivo e ce ne siamo andati. Stasera dice che si ferma da me a mangiare, probabilmente rimarrà anche a dormire. I miei sono entusiasti, almeno può rimanere nei paraggi senza fare avanti e indietro. Mia mamma le ha addirittura preparato il letto. Ormai sono tanti giorni che manchi. Speriamo in un tuo presto ritorno. Ah, dimenticavo, Matteo si è rimesso con Licia e ora pare che vadano a vivere assieme. Si, forse si sposano pure! Anche Roberta parla spesso di matrimonio, penso sia molto importante per lei. Quando lo dice la assecondo sempre perchè, si sa, questi sono discorsi che piacciono più alle donne che agli uomini e quindi la lascio sognare. Ahahah, immagino che anche tu facessi così. Già…”
Schiarii la voce.
“Va bene, ok, ora ti saluto, è davvero giunto il momento di andare. Penso sia arrivata Roberta.”
Chiusi la conversazione.
Roberta sostava dietro la porta, osservandomi. Uscii e la abbracciai teneramente. Lei mi strinse, fortissimo, suo unico appiglio in questo mare di problemi chiamato vita. Non disse nulla, si limitò a stringermi ancora più forte.
In quel bellissimo momento di intimità l’infermiera che aveva assistito alla conversazione uscì dalla sala.
“Grazie per tutto quello che sta facendo. Per Mirko è molto importante sentire la voce di un amico.”
“Spero solo che tornerà presto.” dissi consegnando il registratore nella mano della signora in camice.
“Grazie davvero.” Sussurrò ROberta, carezzandomi il viso.
Accennai un principio di sorriso mortificato.
Nella vetrata di fronte, il letto di mirko, con il suo respiratore, i cateteri, le flebo e lo sguardo perso nel
soffitto.
“Vieni” proposi a Roberta “mamma ha fatto delle crespelle eccezionali.”
“Tornerà il mese prossimo, vero?”
“CErto, tornerà.” La confortai. “Vieni, altrimenti si freddano.”

Ehi, cosa ne dici di condividere:
lapo
lapo

Un commento su “Segreteria telefonica”

  1. Sigh!
    Bravo lapo, mi è piaciuto!
    Per buona parte del racconto pensavo si trattasse di una lettera di “cornificazioni”… ma hai concluso bene!
    Braff!

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