Gita al bulè

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Tema : il mio sabato sera

Svolgimento:
Sabato sera sono andato al Bulè.

Il Bulè è una piscina che i proprietari hanno deciso di fare diventare discoteca. Ovviamente all’aperto. Io e i miei amici ci siamo andati perchè non sapevamo cosa fare e come al solito non avevamo voglia di andare in posti migliori. Io e i miei amici abbiamo sempre voglia di non fare niente.
Quando siamo arrivati c’era una colonna lunghissima di macchine piene di altre persone che volevano andare al Bulè. Anche gli amici di quelli che non conosco, probabilmente, non hanno mai voglia di fare niente.
Per arrivare al parcheggio bisogna percorrere una lunga e stretta salita che era completamente ingorgata dalle macchine. Abbiamo parcheggiato lontanissimo decidendo di fare la strada a piedi.
Lungo la salita tutti quelli rinchiusi in macchina ci osservavano, guardavano come eravamo vestiti e fumavano sigarette con radio accese e volumi molti alti.
Una delle tante macchine continuava a fare slittare le gomme sull’asfalto. Questo causava un grosso polverone e ho preso anche alcuni sassolini sulle gambe, proiettati dalla forza delle ruote. Mi hanno fatto male ma non ho detto nulla perchè sono un pò codardo. Quando abbiamo finito la salita una macchina è passata a tutta birra, dal finestrino aperto sporgeva un giovanotto che continuava ad urlare frasi come “Umberto Bossi vi punirà”, “Viva la lega” e “Terroni di merda”. Il tizio accanto a lui rideva, fumava, andava forte e aveva la carnagione olivastra.
Una volta entrati ci si poteva subito rendere conto del perchè di tutta quella fila. C’era davvero parecchia gente. Io ed i miei amici ci siamo fermati in mezzo ad un crocevia e continuavamo ad essere spintonati. Non riuscivamo a parlare perchè il chiasso era enorme ed inoltre c’era persino la musica alta (come vi ho detto il posto è una discoteca). Non riuscivamo neanche a ballare. Ne a prendere da bere. Inoltre, anche la gente che era li per ballare non ballava. La piscina ingombrante sparpagliava la massa e la densità di persone impediva qualsiasi movimento fuori dall’ordinario.
Facendoci segni a gesti ci siamo spostati verso una porzione di piscina meno densa, dove finalmente siamo riusciti a cucire qualche frase. Emanuele, il mio amico, mi ha detto che il Bulè è così famoso perchè ci hanno accoltellato un sacco di persone. Pare che la gente vada li anche per fare rissa.
Ora che riuscivamo a sentirci meglio ogni frase che dicevamo veniva malducatamente interrotta da qualche ragazzo che chiedeva “Ce l’hai con me?”. Matteo diceva che lo chiedevano tutti con fare minaccioso ma a me non sembrava tanto. Probabilmente perchè sono un codardo.
Nel nuovo punto in cui ci eravamo fermati potevo osservare meglio le persone. Tutti i ragazzi intorno a me erano evidentemente sotto l’effetto di cocaina. Continuavano a grattarsi il naso in continuazione e cercavano di parlare con chiunque. Chi non era in preda a cocaina, invece, era completamente ubriaco però non potevamo lamentarci, almeno qui c’era meno gente e quindi più aria.
I ragazzi in cocaina continuavano a prendere da bere e, malgrado bevessero di più di quelli ubriachi, sembravano molto più lucidi di loro. Uno di questi è un mio amico e ho provato a salutarlo. Purtroppo non è riuscito a vedermi, sembrava molto preso da una discussione.
Un tizio di fronte a lui gli stava infatti spiegando perchè i negri andrebbero bruciati tutti. Lui annuiva molto attento (forse per l’effetto della cocaina) e sembrava molto interessato. Alla fine del discorso si sono abbracciati e si sono messi a urlare “White Power” facendo il saluto nazista. Dopo hanno continuato ad abbracciarsi e per un attimo ho pensato che volessero picchiarsi anche se stavano condividendo gli stessi ideali.
Guardando gli altri mi sono accorto che c’erano molte persone belle. Quasi tutti gli uomini vestivano in camicia. Avevano orecchini brillanti e pelle abbronzata da potenti lampade. Con lo scuro della notte l’abbronzatura risalta molto. Dopodichè mi sono scocciato e non avevo più voglia di star li visto che nessuno mi obbligava. Così sono tornato alla macchina assieme ai miei amici e pensavo che, certe volte, mi vergono degli altri, mi vergogno dei miei compatrioti, di tante persone che frequentano posti dove vince l’apparenza. Ma domani gioca la nazionale.

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lapo
lapo

12 pensieri riguardo “Gita al bulè”

  1. Ridede il video! ma chi e’ il genio creatore?

    Grazie per i commenti, finalmente un argomento che ha fatto scrivere qualche riga!

    p.s. nick L-)

  2. ahah che lol il video! una cazzata paurosa… però è vero, una rissa al giorno!

    colpa dei buttafuori o dei coglioni che vanno lì per far casino?!

  3. Colpa dei cazzoni che vanno lì a far casino perchè non ha niente di meglio da fare. Altro che cattivi, io gliene darei il doppio 🙂

  4. Bravo Lapo, ottima fotografia di un pessimo posto e di pessime abitudini.
    Colpa di chi? Io credo che la colpa sia un po’ dappertutto, sicuramente è colpa del mare di idioti che girano i locali solo per far casino alla ricerca del nulla più totale, sicuramente è colpa di chi gestisce un locale e permette di reiterare questi comportamenti, sicuramente è colpa di qualche buttafuori che spesso e volentieri in quel posto hanno messo in mezzo chi non c’entrava una ceppa.

    Ormai quel posto è diventato il ritrovo delle teste di cazzo, peccato, perché qualche bella estate ce l’ho passata.

    A chi lo gestisce evidentemente va bene così.

  5. Gia, diciamo che e’ proprio lo specchio di alcuni comportamenti stereotipati dell’italiano incivile, quello che piu odio. Comportamento diffuso, non solo in quel posto, non solo in quella situazione, non solo in questo stato.
    😉

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