Lavo via te

Ehi, cosa ne dici di condividere:

È Settembre.
Esco da casa tua che è già mattino. Non ci vediamo da sette, otto mesi. Il tempo vola e noi ci abbandoniamo ai nostri pensieri, che ci portano via. Di cosa siamo fatti?

Attimi sospesi a guardare un profilo che inganna prima la mente e poi il corpo, disegno volti che fanno male e bene e male e bene. E male. E poi bene. Cosa vedono i miei occhi?

Ore a parlarsi addosso senza dire nulla, a cercare quel punto di rottura, che arriva di colpo in un impeto di passione. I nostri corpi che sudano e mischiano umori e odori, mentre la testa viaggia su di te, che non sei te.

Chiudo gli occhi solo per poterti guardare.

Esco da casa tua che è già mattino. La strada del ritorno mi porta a casa, guido ma non me ne rendo nemmeno conto, mentre col piede sull’acceleratore guardo verso il nulla, ripensando ad ogni centimetro del tuo corpo nudo e a tutto quello che ci può essere. Non c’è nulla, solo un inganno per la mia testa. Lo so già.

Arrivo a casa, sono quasi le sette del mattino. Apro la doccia, aspetto che l’acqua diventi bollente al punto giusto, e mi rinchiudo lì. Mi sento sporco dentro.

Lavo via tutto ciò che ho di te.
Lavo via il nostro inganno.
Lavo via te.

tratto da:
altrove

Ehi, cosa ne dici di condividere:
Daniele
Daniele
b. 14011981 \\ designer \\ one heart \\ green eyes \\ dreamer

Autore: Daniele

b. 14011981 \\ designer \\ one heart \\ green eyes \\ dreamer

7 pensieri riguardo “Lavo via te”

  1. Miseria…
    Triste e deprimente situazione. Quasi viscida. Il corpo su di una e la testa su di un’altra. Non ho mai capito veramente se tutti i tuoi scritti siano autobiografici o meno, comunque qui hai proprio reso bene l’idea e spero che non sia una sensazione frequente. Peggio di un vestito sporco…. ovviamente, da lavare.

  2. Non tutti, non tutto, non sempre, tanto che a volte ho dovuto spiegare e precisare a chi mi stava vicino. In effetti ho notato (anche sul blog) che i miei scritti vengono SEMPRE presi come autobiografici, quando in realtà mi piace mischiare verità e finzione.

    In questo caso era (purtroppo) autobiografico: sensazione di sporco, di viscido, come hai detto. Dico purtroppo perché da vivere non è una bella sensazione, mi è capitata solo una volta nella vita e spero non accada più. Ah, per la cronaca…è del passato, ora sono felicemente sposato 🙂

  3. 😀

    Great! Grazie per la precisazione! Almeno i prossimi li prendo con occhio diverso. Ancora complimenti per il pezzo.

  4. Se ti riferisci al dubbio che aveva Lapo, la risposta è la stessa che ho scritto sopra. In questo caso era autobiografico, in altri casi no, in altri ancora parto da un fatto reale ma poi ne sviluppo l’idea, in altri è fiction totale…ovviamente non avrebbe senso specificarlo.
    Era questo il dubbio?

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