I contratti vanno anche rispettati

Ehi, cosa ne dici di condividere:

“Avvocato, dica qualcosa!”
Dire che l’avvocato sembrava divertito pareva poco. E pensare a quanto aveva dovuto studiare per quel lavoro.
“Secondo lei ho le motivazioni valide per chiedere il divorzio?”
“Questa volta temo di no. Non come le tre precedenti.”

“Hai visto, zoccola!”
“Ha sentito, avvocato?”
“Ho sentito. Ma il suo coniuge non è stupido. Se non sbaglio dovrebbe essere la prima parolaccia del mese. Come ben sa, le richieste formali possono iniziare dalla seconda. L’accusato passarebbe la parola come involontaria.”
“Dice bene, avvocato. E grazie per il complimento.”
“Prego, Navazzi.”
“Grazie, avvocato.”
“Ok, allora possiamo elemosinare qualcosa sui baci?”
“Sui baci si, probabilmente siamo al minimo della soglia.”
“Il contratto parla di undici a settimana.”
“Te ne ho dati nove, con l’augurio di prima dieci. E manca ancora un giorno al giro di conta.”
“Sempre al limite…”
“Sei tu che non mi sproni!”
“Sei tu che sei moscio!”
“Beh, ad ogni modo ho contato le carezze. Due a sera prima del film in seconda serata. Una quando torno da lavoro, una della buona notte e una decina che mi sono segnato ma non ricordo quando ho profuso. Sicuramente sono sopra gli standard.”
“Vero, li non posso smentirti.”
“E del sesso? Del sesso, dico, che mi dite?” Chiese l’avvocato cercando di guadagnare tempo.
“Oh beh, su quello non manca mai, il maiale.”
“Puoi dirlo forte.”
“Va beh ma che mi dici delle posizioni?”
“Delle posiz…”
“Delle posizioni è meglio che non ne parliamo. Ma va bene così. Colpa della pancia che ti è venuta.”
“Mi sta dando del ciccione, avvocato. E’ un offesa.”
“Beh è un obiezione fondata. Di sicuro più contestualizzata della sua precedente millantazione.”
“Ok, siamo sempre qui.”
“Siamo sempre qui!”
“Nella situazione, intendo.”
“Parla pure in generale. Non mi porti mai da nessuna parte.”
“Vanessa, cerca di non dire fesserie. Domenica scorsa eravamo dai miei.”
“Avvocato?”
L’avvocato rimbalzò sulla sua pancia. Un simpatico modo di esprimere consapevolezza.
“Guarda.” Vanessa estrasse dalla borsa un libro contabile.
“Agosto.” Puntò il dito sul mese più caldo.
“Quattordici rapporti completi, tenete conto che eravamo in ferie. Due rapporti orali. Due, dico due! Trecentosessantatrè baci. Milleventiquattro effusioni. Tre uscite serali, extraferie. Un massaggio rilassante. Un regalo fuori programmato. Dico, dovrebbe essere il mese migliore! E guarda qui che numeri.”
“Innanzi tutto permettimi di correggerti, tesoro. I baci sono Trecentosettantadue. Probabilmente non hai contato quelli che ti ho dato in dormiveglia. E poi in vacanza ci siamo divertiti. Lo hai ammesso anche tu.”
“Si, quello si.”
“Allora” L’avvocato prese parola. “O cercate di essere più aggressivi e irrispettosi uno dell’altro, oppure tanto vale.”
“Ha ragione avvocato ma non è così facile.”
“Lo so, lo so. Potete pensare, per esempio di variare le ore di compagnia. Quanto tempo state insieme?”
“La tabella riporta una media di due virgola cinque ore al giorno. Sette ore nel week end, sempre di media. Esclusa la notte.”
Vanessa prese un foglio e cominciò a tracciare numeri.
“Potremmo scendere.”
“Anche salire non è male.” Aggiunse l’avvocato. “Si aumentano le possibilità dei conflitti. Certo la motivazione di assenza rimane sempre e comunque una delle più forti sul mercato.”
“Proviamo così cara?”
“Sono d’accordo.” Annuì Vanessa.
“E a tradimenti? Come siamo messi?”
“Uno a testa. Come l’ultima volta.”
“Ricordo.”
Sui tre calò un breve minuto di divagazione. Ognuno pensava a qualcosa di ignaro la resto dei presenti.
“Vabeh, insomma. I metodi li conoscete benissimo.”
“Ha ragione, avvocato.”
“Ci proveremo! Ci proveremo meglio.”
Vanessa strinse la mano al suo partner. Fece mente locale sull’annotare il conteggio progressivo dei gesti d’affetto.
“E mi raccomando, se la prossima volta tornate, che sia la volta buona. Niente futili motivazioni!”
“Ci può contare!” Disse il navazzi. E così dicendo pensò a quando avrebbe sprecato anche l’undicesimo bacio.

Ehi, cosa ne dici di condividere:
lapo
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