Fedele, Onesto ed il furto di abiti

Ehi, cosa ne dici di condividere:

Ciao a tutti bambini e benvenuti nel nuovo angolo delle “Storie tratte dalla vita reale”, sottotitolo: “scritte nella speranza che chi è fonte di ispirazione le legga e recepisca il messaggio”. Special guest “la coda di paglia”!
Cari bambini, non aspettatevi però una grande morale in quello che leggerete: non sempre nella vita ne troverete una.

Allora, siete pronti? Iniziamo!

C’era una volta un gruppo di giovani, che qui chiameremo Fulgenzio, Martino, Fedele ed Onesto.

Questi amici, un po’ per diletto ed un po’ per ambizione, vollero stringersi in gruppo per poter organizzare così tante favolose iniziative.
I ragazzi inizialmente erano solidali, galvanizzati dalla novità. Ma dopo poco si capì che Fulgenzio e Martino erano più portati per la fatica ed il lavoro, mentre Fedele ed Onesto vivevano nell’attesa di un domani migliore inseguendo molte parole e ben pochi fatti.

Ma torniamo alla storia: i quattro amici (la sceneggiatura vuole si dica “quattro”, ma in realtà sono da considerare solo i due giovani Martino e Fulgenzio) si impegnarono per dare vita al loro magico progetto. Si dedicarono anima e corpo al selezionare idee, allo studiar nuove proposte ed al creare strumenti che diffondessero la loro idea in maniera efficace.

Tutto filava, ma in maniera simile ad un cavallo zoppo: due zampe tiravano, due si trascinavano.
Questo fu palese anche all’interno del gruppo ed i dissapori non tardarono ad arrivare.

Fu proprio in occasione della loro prima esibizione, in cui avevano investito tempo, risorse e denaro, che si capì che quell’unione non poteva procedere oltre. Ed il gruppo si sciolse.

Fedele sparì come per magia. Forse rapito dai malvagi folletti della vicina foresta incantata, o forse rapito da un gruppo di briganti, di Fedele non si seppe più nulla. Zero. Morto agli occhi dei suoi vecchi amici, speranzosi un giorno di rivederlo sano e salvo.

Dovete sapere, cari bambini, che i quattro amici, come detto poc’anzi, avevano investito molte risorse in questo progetto. E l’investimento era stato fatto non a scopo personale, ma per poter dar lustro e qualità al progetto stesso! Avevano realizzato carte magiche e degli abiti bellissimi, confezionati con l’impegno e l’esperienza sartoriale che Fulgenzio aveva imparato negli anni.
Contributo che Fulgenzio aveva chiaramente offerto gratuitamente e di buon grado.

Questi abiti sarebbero stati il fiore all’occhiello dei quattro giovani amici!

Badate bene bambini: i denari che erano stati spesi erano un investimento, testimonianza della fede che i quattro avevano nel loro ambizioso progetto!
E gli abiti, così come le carte magiche, erano considerati come parte integrante del progetto, utilizzabili esclusivamente per gli scopi prefissati e non per un semplice guadagno del singolo o per un suo personale tornaconto.

Ma Onesto era molto furbo  ed aveva preso quattro bellissimi abiti con la promessa di usare le sue mirabili doti di mercante per portare giovamento all’intero gruppo.
“Li venderò e li farò conoscere al mondo”, disse. “E quelli che avanzeranno li porterò indietro, parola mia!”
Si tramandava infatti che Onesto fosse stato per anni un capace commerciante nella città da cui proveniva.

Ma le sue promesse non si fermavano qui: fama e ricchezza secondo lui li stavano attendendo!
Parole che fecero ben sperare i fiduciosi Martino e Fulgenzio.

Ma così come per Fedele, anche di Onesto pian piano si persero le tracce.
Spiegò di essere al lavoro per il gruppo e che le sue assenze erano dovute alla grande mole di lavoro che stava svolgendo per arrivare al successo.
Ed assorbito dalle sue inenarrabili avventure, anch’egli sparì. Insieme agli abiti.

Martino e Fulgenzio attesero e rimasero. Soli. Ma con la stesso identico potenziale di prima, o forse anche più.
E fu così che trovarono nuova linfa grazie a nuovi amici, che entrarono attivamente e positivamente a far parte del loro progetto iniziale.

“E gli abiti? Che fine hanno fatto quegli splendidi abiti che Onesto aveva preso con sé?”, chiederete voi.
Di quegli abiti, bambini, non se ne seppe più nulla.
Pare addirittura che il giovane Onesto non li volle più restituire, giustificando il suo vile comportamento come indennizzo per l’investimento fatto nel progetto.

Ma no! Non piangete bambini!

Purtroppo scoprirete crescendo che il mondo è pieno di “Onesti” e “Fedeli”. Persone che pensano di poter affrontare il mondo ed i suoi abitanti non curandosi minimamente di aver rispetto per loro. Ma il loro destino non è né roseo né felice perché nella vita vera, e non solo nelle favole, il rispetto e la coerenza sono qualità ancora molto importanti.

Scoprirete anche che esistono tanti modi, come quello che sto utilizzando io del resto, che vi serviranno per far sentire ancora più piccoli gli “Onesti” ed i “Fedeli” che troverete sulla vostra strada.
E vi piacerà usarli.

E troverete, per finire, anche tante altre persone che, quando meno ve l’aspettate, vi daranno la forza per andare avanti e ricominciare laddove vi eravate fermati.
Basta solo che sappiate ascoltare e voi per primi ci crediate…

Ora andate a dormire… buonanotte…!

Ehi, cosa ne dici di condividere:
edoluz
edoluz
Edoluz aka Edo aka Edoardo Resta

Autore: edoluz

Edoluz aka Edo aka Edoardo Resta

2 pensieri riguardo “Fedele, Onesto ed il furto di abiti”

  1. conosco anch’io qualche Onesto… sul subito ti danno i nervi, ma poi se guardi bene di secondo nome fanno BENVENUTO, perché li cercano tutti…

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