Licenziamenti facili

Nel Paese del controsenso si inizia a lavorare pensando di andare in pensione.
Ci si lamenta se non si lavora, ma quando si lavora si pensa inesorabilmente al non lavorare.
E non ci si chiede come il baraccone possa rimanere in piedi ovviamente… o più facilmente si fa finta di nulla.
Ma si pensa a “star comodi” per vivere sulle spalle altrui non appena si presenta l’occasione…

Ecco, trovo piuttosto scontato e stupido che qui ci si opponga al provvedimento sui licenziamenti facilitati per le aziende in crisi, perché il “lavoratore” deve sempre e comunque essere tutelato oltre a tutto ed oltre a tutti…

Schierarsi da quella parte è comodo e utile per alcuni: fa contenta la massa.
Ma questa politica da Stato assistenzialista, garantista, IPOCRITA, vediamo tutti dove ci ha portato fino ad oggi.

E’ ora che la si finisca di schierarsi dove fa comodo e per una volta si cerchi davvero di cambiare mentalità: non girate più la testa dall’altra parte pensando che tanto ci sarà qualcuno che sistemerà i casini. Cercate di capire che alcune cose non vanno e non possono andare (e c’è la storia a dimostrarlo).
Capite anche che si deve lavorare con passione e con amore, senza aspettare tutti i giorni che la giornata finisca o che si raggiunga l’età minima per stare a casa a vivere sulle spalle degli altri. Non ci si deve accontentare, ma si deve fare della propria passione un lavoro e del proprio lavoro una passione. Fino a quando non sarà così voi sarete nel posto sbagliato nel momento sbagliato. E butterete al vento ogni singolo prezioso minuto della vostra vita.

Guardate che è vero… pensateci!

E capite anche che in questo caso il problema non sono i licenziamenti (lasciate da parte teorie complottistiche e pensate che un’Azienda lotta sempre e comunque per tenere in squadra gli elementi più validi), bensì l’impossibilità di investire in questo Paese.

Le aziende sono blindate, non hanno stimoli e interessi ad assumere o a spendere in ricerca e sviluppo.
Non si può creare una nuova attività senza che studi di settore folli e sistemi di tassazione anacronistici e fuori di melone di richiedano di bruciare molto più di quanto si incassi.

Ma in tutto questo i sindacati, i media, i partiti ed i pecoroni ci sguazzano.
E voi?

Autore: edoluz

Edoluz aka Edo aka Edoardo Resta

9 pensieri riguardo “Licenziamenti facili”

  1. non prendo neanche in considerazione l’articolo.
    chiedo solo da chi deve partire il buon esempio.
    dai deputati ?, dai senatori ? o come al SOLITO dalle ultime ruote dei carro ?
    troppo facile prendersela con i ceti deboli
    respect
    giuon

  2. ciao giuon!
    intendi che l’articolo è una boiata? ci può stare… lo scritto di getto e piuttosto innervosito da molte cose che non mi vanno giù…
    prendersela con i ceti deboli non serve a nulla come mi pare piuttosto scontata la risposta alla tua domanda: ovvio che si deve intervenire dall’alto 😉
    è dura… ma dovremmo cambiare un po’ tutti la mentalità.
    l’aggancio dell’articolo era al sistema dei licenziamenti e delle pensioni: è sbagliato.
    punto.
    non l’abbiamo ancora capito? cosa serve ancora? il collasso generale?

  3. Mi hai convinto, sono d’accordo con te.
    Ma cosa vogliono questi operaiacci schifosi, attaccati con la colla al loro posto di lavoro, che pretendono 2400 euro di pensione per 5 soli anni di lavoro, tsè lavorassero almeno.
    Invece si prendono permessi retribuiti per andare in linea al martedì e posare gli attrezzi il giovedì.
    Questi metalmeccanici che pretendono di essere portati al lavoro su auto blu come le loro tute dai loro datori.
    Questi murattori che invece di costruire la casa comune, con la loro cazzola, fanno il ficchi-ficchi con le ragazzine.
    Questi tessili che per andare al lavoro vogliono anche il porta-schiscieta, vergogna!
    Questi spazzini, pardon, operatori ecologici che portano i soldi all’estero ed evadono il fisco.
    Queste cassiere che fanno intestare le loro barche alle loro cameriere.
    Questi infermieri che si fanno dare la carta di credito aziendale per andare a Dubai con la famiglia.
    Sarebbe ora che la smettessero sti stipendiati di fare scioperi perché se no alle prossime elezioni neanche i candidati gli faremo scegliere.

  4. LOL 😉
    Il tuo commento mi è piaciuto moltissimo. Mi spinge ad essere ancora più convinto di quanto scritto nell’articolo!
    Sintomo che uno dice una cosa ed un altro ne capisce un’altra. Sicuramente la colpa è mia che non sono riuscito ad esprimere il mio pensiero.

    Io parlavo della mentalità dell’Italiano medio, dell’impossibilità di creare ricchezza in un Paese dove non ci sono i giusti stimoli ed aiuti e dove chi deve produrre (chiamiamolo operaio, impegato, libero professionista, imprenditore, etc) vuole smettere ancora prima di iniziare.

    Nel nostro bel Paese tutti facevano finta che il sistema pensionistico RETRIBUTIVO avesse senso, che fosse possibile. Ma sappiamo tutti che era una minchiata pazzesca, giusto? Sappiamo tutti come funzionava e degli stipendi che negli ultimi 3 anni subivano strani “pompaggi” per arrivare a pensioni belle ciccione?

    E l’atteggiamento ora è uguale! Ci giriamo dall’altra parte, tiriamo fuori le medesime argomentazioni. Andiamo tutti a piangere sulla tomba di Simoncelli (che fino a sabato scorso non sapevamo nemmeno chi fosse ma oggi è il bravo ragazzo italiano) e si polemizza perché si andrà in pensione qualche anno dopo…
    Ma torno a ripetere che prima di pensare alla pensione del domani per il puro piacere della critica e della polemica dovremmo invece capire che se non stiamo facendo il lavoro che ci realizza, allora stiamocene a casa.

    IN ITALIA NON E’ DOVUTO TUTTO A TUTTI. E’ ORA DI CAPIRLA! IL NOSTRO STATO NON E’ UN ENTE CHE DEVE FARE ASSISTENZA A TUTTI SENZA PRETENDERE NULLA IN CAMBIO.
    SIAMO, SIETE CRESCIUTI MALE! MALISSIMO!
    E potete dirmi quello che volete, ma la vita di tutti i giorni mi porta una serie di conferme una dietro l’altra…
    Mi dispiace, così la penso…

    Liberi voi di pensarla in tutt’altro modo.

    Grazie!

  5. EDOLUZZOLO!!! appoggio quello che dici, appoggio anche quello che dice giuon…
    ho capito quello che tu intendi con questo articolo però, e sono d’accordo.
    La mentalità è quella che, in primis, ci fotte a noi comuni mortali (oltre alla massa di idioti che ci governa….ma riflette forse la mentalità media?).
    Non è la questione tanto del dire che non ci si merita una pensione, che è giusto licenziare in tronco ecc. E’ facile capire come la pensione sia indispensabile per tirare a campare, ed è facile anche capire – e parlo perché ho visto coi miei occhi – come molte aziende se ne APPROFITTINO di queste possibilità di licenziare/assumere/licenziare in modo facile.
    Credo che sia un mix: aziende che probabilmente sono vicine al collasso, aziende guidate da persone che invece sono nate e cresciute con la cultura del fottere.
    E, in tutto questo, ovviamente, c’è anche la mentalità del fare lavori che non appassionano o del farli senza passione, dell’esserci arrivati magari per spinta e del pretendere di ottenere senza FARE, senza DARE, non parlo tanto in termini monetari quanto di lavoro pratico, di prodotto e di conoscenza, quindi dal punto di vista materiale e immateriale.
    E cazzo quanto concordo sulla cosa di Simoncelli….

    Non voglio lanciare una “bomba”, ma la cosa che è successa qualche settimana fa a Roma mi ha lasciata SCHIFATA. Ho letto (e ora no, non li leggo più perché vomito) commenti dal contenuto preoccupante, di gente che ormai è abituata a pensare per binomi tipo destra e sinistra, per global-no global, per fascisti-comunisti… abituati a darsi addosso, a tenere il ruolo entro il gioco di ruolo, forse quasi senza più pensare…

    Che cosa servirebbe? rendersi conto che bisogna a mio avviso piantarla di schierarsi come tifoserie calcistiche, lasciare da parte l’orgoglio -quello malo-, guardarci in faccia tutti, renderci conto che possiamo migliorare solo se si COOPERA, solo se ci rimbocchiamo le maniche INSIEME, e se si vuole iniziare a cambiare una mentalità sedimentata, vecchia e controproducente.

    Questo è il mio pensiero!

  6. Lu, sei stata perfetta!
    Ottimo il tuo penultimo paragrafo: basta schierarsi. E’ un non senso.
    In più oggi come oggi non abbiamo delle vere e proprie identità. Non abbiamo ideali veri e sinceri.
    Siamo perlopiù abituati a farci guidare, e questo è molto rischioso oltretutto.

    E’ il caso di riportare il capo in direzione frontale, guardare avanti, affrontare i problemi e capire soprattutto dove sono i limiti.
    Mi vengono in mente le promesse di D’Alema nel 2006 di ritiro delle truppe in Afghanistan… prontamente smentite una volta diventato ministro degli Esteri.
    Anche qui rischiamo che venga frainteso: ne parlo in collegamento a quanto appena detto sui “limiti”. Alcune cose NON SI POSSONO FARE. D’Alema aveva promesso CAGATE (lui è solo uno dei tanti esempi che possiamo fare).
    Idem le pensioni: non possiamo vivere in questo modo.
    PUNTO.

    Siamo stati educati in un modo che ci ha abituato a PRETENDERE. Per noi è normale smettere di lavorare ad una certa età.
    Ma se ci pensate bene, non ha senso.

    Scusate, mi sono dilungato…

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