Facebook sarà la nuova piattaforma di streaming in abbonamento

Ehi, cosa ne dici di condividere:

Facebook a pagamento, per contenuti Premium.

No, niente bufala o catena di Sant’Antonio… ma una teoria che potrebbe avere senso oggi più che mai.

QUANTO CONOSCO IO FACEBOOK?

Gestisco una ventina di pagine su Facebook: di alcune sono il creatore, di altre sono più che altro un consulente sia in fase di lancio che di mantenimento.

Quella più importante è sicuramente Viva gli anni 90, la prima pagina in Italia sul tema (per darvi un’idea dei numeri: +1.300.000 fan, crescita costante di +45.000 al mese, copertura organica di +10.000.000…).

Numeri interessanti e confortanti, fino a qualche giorno fa.
Ma ora le cose sono cambiate e c’è grande incertezza.

FACEBOOK PIGLIA TUTTO

FB ha oggi 1.4 MILIARDI di utenti registrati e 2.13 MILIARDI di utenti attivi al mese (più info qui) ed è in assoluto il primo Social Network al mondo:

Statistic: Most famous social network sites worldwide as of January 2018, ranked by number of active users (in millions) | Statista
CHE COSA E’ CAMBIATO ORA?

Poco più in alto ho scritto che qualcosa è cambiato e si vive nell’incertezza.

Ebbene sì, chi ha una pagina deve sapere che ci sono stati importanti cambiamenti: Facebook ha messo in pratica quanto annunciato settimane fa.

CAMBIATO IL CALCOLO DELLE PERSONE RAGGIUNTE

Prima raggiungevi 100 persone, ora ne raggiungi 80.
E’ cambiato il calcolo della copertura organica (ovvero il numero di persone che raggiungete con i vostri post) rendendolo più “vero”.

Per intenderci, prima FB contava come visualizzato anche un post che semplicemente compariva nella bacheca degli utenti, ma ora lo conta solo se davvero visualizzato.

I dati che ora si vedono sono quindi più bassi di prima, ma più realistici.

E’ CAMBIATO IL BASTARDISSIMO ALGORITMO

Il cervello di Facebook non è più lo stesso: quello che decide cosa fare vedere sulle bachece degli utenti, a chi e dove, ora ragiona diversamente!

Su Facebook ci sono milioni di pagine, in continua crescita e ci sono sopratutto quasi 1 miliardo e mezzo di persone.

Vi siete mai chiesti come FB decida cosa farvi vedere?

Sarete anche voi dell’idea che se vi mostrasse tutti i post dei vostri amici,  delle pagine di cui siete fan e dei gruppi a cui siete iscritti, la vostra bacheca sarebbe un delirio di migliaia di post sconnessi.

Per questo c’è un algoritmo che “dosa” un po’ di questo e un po’ di quello: è un sistema estremamente complesso che vi mostra, conoscendovi, i post più rilevanti (in base alla vostra localizzazione, interessi, umore, ecc…).

Per le pagine, fino ad ora, c’era una leggenda piuttosto veritiera che diceva che i post raggiungessero minimo il 2% dei fan.

Quindi: hai 1 milione di fan -> il tuo post riceve minimo 20.000 persone. Poi se è particolarmente coinvolgente ed apprezzato, può raggiungerne anche milioni con like e condivisioni.

Facebook ha sempre premiato di più la qualità dei contenuti piuttosto che la viralità nuda e cruda.

Ora semplicemente non è più così, in particolare con i link esterni: se pubblichi un link esterno (al tuo sito magari) ed hai 1 milione di fan, può succedere che lo vedano solo in 2 o 3.000.

Lontanissimo dai numeri di prima!

SI TORNA ALLE ORIGINI

Bene.
Da questo momento abbandono i dati oggettivi ed inizio a darvi delle interpretazioni di cosa stia succedendo e dove ci porterà.

Vi sarete accorti anche voi che usare Facebook negli ultimi anni non è più divertente.
Zuckerberg l’ha detto: si vuole tornare ad avere l’utente al centro, con i suoi cari e la sua famiglia più vicini.

Quello che stava mancando sempre di più in una piattaforma dove le pagine come la mia stanno crescendo in maniera esponenziale, creando veri e propri business a discapito dell’esperienza utente.

L’ha fatto intendere proprio in occasione del 14° compleanno di FB:

Non è più la piattaforma che io ho scoperto nel 2008, dove la connessione tra gli utenti e la condivisione personale erano tutto. Ok, anche noi non siamo più quelli di allora ed abbiamo più esperienza e cinismo, ma in fin dei conti… non ci confidiamo più su FB.

Ci sfoghiamo, urliamo, ci indigniamo, ma non siamo più intimi.
Anzi spesso lo usiamo per noia.

E, secondo me, tutto questo fa paura a Mark. Perché da qui a perdere il timone della nave è un attimo.

Ed allora cosa è stato fatto? Le pagine stanno perdendo la loro forza (ve lo posso assicurare portando la mia testimonianza): ad essere incentivati sono i post delle persone e delle attività locali.

Il cambiamento è progressivo ma è già in atto.

COSA SUCCEDERA’

Stiamo sempre viaggiando sulla nave della mia fantasia, sia chiaro. Sono scenari possibili, ma non certi.

VIDEO

Sono tante le compagnie interessate all’enorme successo di Netflix nel mondo dello streaming video: è in questo settore che girano i big-soldi. Lo dimostrano gli investimenti di Apple o anche di Disney che prossimamente lancerà una sua piattaforma privata in cui vedere i suoi film (Marvel, Star Wars, Pixar, ecc…).
Si parla di servizi con 50.000.000 di abbontati paganti ciascuno.

Avete notato l’enorme miglioramento che c’è stato nella piattaforma video di FB? Sempre meglio indicizzati, proposti e presentati… e sempre più spesso si nota qualche annuncio pubblicitario in pre-roll (prima che parta il video)

Negli USA FB ha lanciato ad Agosto 2017 Facebook Watch: contenuti video realizzati da alcuni partner selezionati che producono serie TV originali (vi ricorda qualcuno?) da guardare gratuitamente.
FB ed i partner si spartiscono le entrate pubblicitarie rispettivamente al 45 e 55%. FB ha messo a budget 1 miliardo di $ per produrre spettacoli nel 2018!

Si parla di entrate previste entro il 2022 di 12 miliardi di dollari.

MUSICA

Spotify è il capofila dello streaming musicale. Insieme a lui ci sono colossi come Apple, Tidal, Deezer, Pandora, ecc… Anche qui girano tanti soldi, anche se Spotify ha il bilancio in rosso e dovrebbe approdare in borsa alla ricerca di capitali.
Parliamo di decine di milioni di abbonati che pagano per ascoltare la musica.

E FB ha appena chiuso un nuovo accordo per le licenze musicali con la Warner, dopo aver fatto lo stesso con Sony e Universal. l’ha fatto per non aver ripercussioni per l’uso della musica nei video caricati dagli utenti. Ma potrebbe non essere proprio solo per quello.

NOTIZIE

E’ notizia ormai vecchia quella dell’accordo con diversi editori per fare in modo che gli utenti possano leggerne gli articoli previo abbonamento.

Proprio l’ultimo punto legato alle notizie ed all’abbonamento mi ha fatto ragionare qualche giorno addietro.

CHI CI PERDE

Diverse persone coinvolte nel business delle pagine si dicono molto preoccupati degli scarsi risultati che stanno ottentendo: i banner non macinano, i soldi non arrivano.

Sono incazzati neri e pensano che così non si possa andare avanti. Che Facebook debba tornare indietro per non perdere gli investimenti pubblicitari.

Ci sono due tipologie di gestori di pagine: quelli che investono e quelli che non investono in pubblicità su FB. E questi ultimi non sono esattamente i preferiti da Mark…

Quelli che ci stanno perdendo sono i parassiti“, coloro che hanno goduto fino ad oggi dei vantaggi che dava la piattaforma così impostata. Se avevi una pagina ben avviata potevi davvero fare il bello ed il cattivo tempo. E guadagnare dei bei soldi, believe me.

Ora non più: le pagine che condividono link che rimandano a siti carichi di pubblicità non stanno facendo i numeri di prima e quindi niente guadagni.

Loro (e ci metto anche le mie pagine nel momento in cui non investo in pubblicità) sono quelli che non portano alcuna entrata a Facebook e, per assurdo anzi, ne penalizzano l’usabilità.

Sono quelli che ti fanno dire “Facebook è diventato una merda piena di spazzatura e spam“.

Ma se paghi e fai pubblicità, hai comunque gli stessi ottimi risultati garantiti di sempre. Perché non sono certamente scemi e l’advertising è ancora la prima fonte di entrate.

ORA UNIAMO IN PUNTINI

Come “Daniel San” ne “Il ragazzo dal kimono d’oro“, vi ho fatto mettere e togliere la cera parlandovi di un sacco di cose apparentemente scollegate tra loro… ma vedrete che tutto assumerà un senso.

Quindi:

  1. Facebook ha 1.4 miliardi di utenti, oltre 2 attivi al mese
  2. FB ha sistemato il conteggio delle persone raggiunge: chi fa pubblicità ha dati più reali e sensati
  3. E’ cambiato l’algoritmo: le persone tornano ad avere un social più incentrato sulla persona e sui suoi interessi. Più pulito, leggero, utile, divertente.
  4. I soldi veri stanno arrivando dagli abbonamenti: musica, notizie, video
  5. FB ha concretizzato una piattaforma video solida che ha surclassato Youtube
  6. Facebook Watch è già realtà e porterà enormi investimenti pubblicitari
  7. FB ha stretto accordi con le maggiori case discografiche e presto anche con le Indie

Immaginate ora che Facebook decida di entrare nel mondo dello streaming musicale (creando da zero la piattaforma o, che so, decidendo di acquistare Spotify per esempio), delle serie TV e delle news dai maggiori quotidiani.

Immaginate che possa offrire una formula freemium già rodata da altri: free ma con pubblicità e qualche limitazione, premium per avere molto di più.

Magari con diverse formule di abbonamento: solo musica, solo video, solo news o tutto insieme con costi molto simili a quelli già esistenti (ma perché non più vantaggiosi?).

UN NUOVO MODELLO DI BUSINESS

E’ qui che volevo arrivare: Facebook può oggi scegliere di dipendere sempre meno dagli investimenti pubblicitari e puntare su un nuovo modello basato sugli abbonamenti.

L’esperienza di chi ‘ha preceduto in questo campo è stata significativa per capire dove spingere e quali errori invece evitare, ma soprattutto per capire che l’audience è ormai matura. E’ pronta per pagare.

Facebook ha tutte le carte in regola per evolversi, per cambiare e diventare qualcosa di nuovo in un mondo che ha già dimostrato di apprezzare i contenuti offerti in abbonamento.

Ed anzi ne ha bisogno come non mai, perché si sono accorti che la strada che si era imboccata portava sempre più lontani dall’idea di social che ne ha fatto la fortuna.

Persone e contenuti al centro, avendo il pieno controllo di quello che viene pubblicato.

Io, da utente, apprezzo questo nuovo schema (un po’ meno da gestore di pagine, ma è forse arrivato il tempo che vengano ridimensionate) e anzi non vedo l’ora di assistere a qualcosa di nuovo.

Ora non resta che aspettare e vedere se questa mia previsione si dimostrerà tanto lontana dalla realtà in un prossimo futuro.

Quando? Secondo me presto, entro massimo un paio di anni (2020).
Voi cosa dite?

Pìs!

Ehi, cosa ne dici di condividere:
edoluz
edoluz
Edoluz aka Edo aka Edoardo Resta

Autore: edoluz

Edoluz aka Edo aka Edoardo Resta

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