Sabato pomeriggio, nell’ombra di una calda giornata di sole, sedevo al bar sorseggiando una birra ghiacciata. Il lavoro andava male, così come il resto della mia vita. Non avevo una donna, un’automobile, un cane, una cravatta e nemmeno un pizzetto curato. Le unghie dei piedi mi crescevano troppo velocemente. Mentre elucubravo soluzioni su questo problema, Jimmy entrò dalla porta sul retro e si sedette accanto al sottoscritto.
“Come va?”
“Male Jimmy.”
“Sei ancora depresso?”
“Si. E non riesco a trovare uno straccio di donna che mi fili.”
Jimmy mi guardò attraverso la sua lunga frangia spettinata. Fece saltellare l’indice e mi disse “Il tuo problema è l’autostima. Per questo non troverai mai una donna. Sei un remissivo e finchè non ti darai una svegliata non riuscirai mai ad uscire da questo circolo vizioso.”
“Remissivo? Io?”
“Proprio tu, porca puttana. Guardati. Sto qui a criticarti e nemmeno ti incazzi.”
“Non mi piace incazzarmi. Non serve a niente.”
“Beh invece serve. E ti servirebbe lavorare di più sulla tua personalità da fallito.”
“Potrei farlo.”
“Dovresti!”
“Hai idee visto che la sai così lunga?”
“Non ti credere che parli a vanvera. Ci sono passato anche io nella tua situazione. Ma ne sono uscito a testa alta. Con cervello.”
“E che facevi?”
“Era un periodo nero… ma proprio nero. Non una donna, una vecchia, una minorenne ninfomane, niente. Zero.” oscillò le mani spostando aria a destra e sinistra. “Anni di buio, finchè non ho scoperto il segreto.”
“Che segreto?”
“Il segreto delle donne.” Disse Jimmy abbassando la voce.
Immagino che possiate immaginare la mia faccia stupita.
“Il segreto delle donne?”
“Si, il criterio beffardo al quale si ispirano nello scegliere un compagno.”
“E che diavolo è?”
Jimmy accostò una mano alle labbra e sussurrò.
“La preselezione.”
Immaginate ora una faccia molto più incuriosita.
“Puoi spiegare?”
“Sicuro. Allora: le donne tendono a scegliere il meglio. La sicurezza. Giusto?”
“Giusto.”
“Benissimo. Ora poniamo il caso che quella figona seduta su quella seggiola” indicò in direzione del bancone “debba scegliere fra me e te. Con chi pensi che si farebbe una cavalcata. Dimmi, con chi andrebbe?”
“E che ne so!?”
“Te lo dico io, Verrebbe sicuramente con me. E sai perchè? Perchè sentirebbe che sono appena stato nelle braccia di una donna. Ciò farebbe di me un preselezionato, dunque, una sicurezza. Per lei portarmi a letto vorrebbe dire vittoria totale sulla sconosciuta rivale, un furto di anima corpo e passione, con relativa esplosione di autostima. Le donne si odiano rispettandosi. E’ fantastico. Non importa che tu sia bello o brutto. Più scopi, più scoperai. Un serpente che si morde la coda, mio caro.”
“cazzo.” ero basito. “ma allora, secondo la tua teoria, uno che non scopa come diavolo fa ad entrare nel giro?”
“Ecco, ci sono dei trucchi. Io, per esempio, usavo un piccolo espediente.”
“Ah si?”
“Si, e ha funzionato alla grande.”
“E che cos’era?”
“Tutte le sere, prima di uscire, prendevo un bel pesce, gli cacciavo dentro l’uccello e mi ci masturbavo.”
“Non starai parlando sul serio, vero?”
“Certo che parlo sul serio! Come pensi che sia riuscito ad uscire dal tunnel di astinenza?”
“Di sicuro non con una carpa!”
“E perchè no? E’ l’odore naturale che più stimola l’eccitazione. Annusarlo fa aumentare la produzione di estrogeni. In poche parole una femmina può facilmente fraintendere che tu abbia appena avuto un rapporto sessuale.”
“Mio dio che schifo. Mi fai vomitare!”
Lascai la birra sul tavolo e scappai fuori dal bar. Nel tragitto di ritorno verso casa presi una strada alternativa. Volevo camminare un po per dimenticare la perversione del mio amico. Camminai così tanto che, accidentalmente, capitaii di fronte ad una pescheria. Entrai.
“Vorrei un pesce.”
“Che pesce?” chiese il negoziante.
“E’ uguale. Basta che sia abbastanza grosso per…” mi fermai un attimo. “Che sia abbastanza grosso per una buona cena.”
“Questa trota le va bene?”
Sbattè il pesce sul bancone. Guardai la bocca dell’animale.
“Va bene.”
“Ottimo, vedrà.”
“Me lo assicura? E’ molto importante per me.”
“Sta scherzando? Ho il miglior pesce in circolazione. E se non si fida chieda pure agli altri clienti. Sempre soddisfatti. Mai un lamento.”
“Ok. Me la farebbe una cortesia?”
“Dica.”
“Lo può sdentare?”
Il pescivendolo mi guardò traverso.
“Gli taglio la testa?”
“No no! per l’amor di dio. Soltanto i denti se riesce.”
“Contento lei…”
Di mala voglia trafficò con dita e coltello. Mi riconsegnò l’animale.
“Grazie.”
Pagai e corsi dritto verso casa. Non appena serrai l’uscio dietro le mie spalle srotolai la trota dal sacchetto e mi diedi da fare. Avanti indietro avanti indietro, già pensavo al mio imminente successo personale quando un dolore pungente mi perforò parte della pelle. Aiha! Evidentemente il negoziante non aveva pulito bene il mio acquisto. Questo mi innervosì. Presi le pagine gialle e cercai il numero della pescheria. Composi il numero aggressivamente.
“Pronto?”
“Il suo pesce fa schifo!!!! Altro che clienti soddisfatti! Impari a lavorare!!! Stronzo!”
Attaccai. Feci mente locale. Non avevo ancora una donna ma i progessi per eliminare la remissività del mio carattere facevano passi da gigante.
Prima cosa: ma l’autore ha ben presente la bocca di una trota? e la lingua di una trota? Mammamiaaaaa!!!!!!! Tutta la bocca e parlo anche della lingua dell’animale e’ cosparsa di piccoli ed accuminatissimi denti! Dall’alto della mia esperienza direi che un pesce migliore potrebbe essere un barbo, con bargiglie e bocca polposa. La prossima volta spero cheil protagonista scelga una cosa meno sadomaso!! buahahahaha aabhahahaha
Seconda cosa: Il racconto, come al solito surrealista del nostro e’ davvero fantastico nella marte dei dialoghi, veramente eccezionale. Con un velato senso ironico/erotico/noir tipico del nostro Lapo.
Terza cosa: Lapo te sei fuori.
Che storia pazzesca!!!
Molte cose nel contorno surreale della storia …forse …sono vere!
Complimenti per la fantasia e per la scorrevolezza del racconto…comunque quoto il nick in quanto a scelta del pesce…cazzarola una carpa o un barbo…ma una trota…auch!!!
L-)
Grazie nick! A dire il vero non sapevo della lingua spinosa…. ma secondo le richieste il pesciendolo avrebbe dovuto sdentare anche quella!
Dai, nella versione ufficiale cambierò il pesce nel barbo, come da te suggerito. Non mi piace scrivere cagate. ahahahah.
Per le donne che potessero ritenersi offese dopo la lettura vorrei anticipatamente annunciare che lo scopo del racconto non era denigrarle bensì spiegare la teoria della preselezione (secondo me verissima anche se qui l’ho buttata sul grottesco).
Per gli psicologi o psichiatri che potrebbero aver fatto supposizioni sul complesso autolesionista sadomaso perverso dello scrittore un bel .!..
ops, commento in contemporanea! grazie clark! ripeto per il pesce non sapevo… si potrebbe correggere in “carpa” sommo web master?
L-)
Lapo te sei fuori!ma dove cazzo le pensi?
L-)
insolito…. sei fuori di brutto.o fuori dal coro. o bevi fuori dal coro. o quando sei fuori bevi da solo o in coro. ma sei fuori e poi scrivi…insolito
Grande Lapo! Finalmente trovo il tempo per commentare il tuo racconto: grandioso! Mi sa che ancora un po’, metto i soldi da parte, e poi ti do una mano per fare uscire il libro! Ti finanzio! ok? Bella!
Comunque, già che ci sono… visto che ne sai qualcosa… sai… quel pirla di mio fratello ha lasciato l’amo nella bocca del salmone che ha pescato l’altro giorno… qualcuno mi sa dire come cazzo faccio a “slamare” il mio pesciolone oraaaaaaaaa?????!!!!