Scarpe bianche superficiali

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Avevo un paio di scarpe nuove nuove. Siccome non mi piacciono le cose pulite, ci vomitai sopra. Il bianco del tessuto si riempì di variopinte microesplosioni che correvano dal rosso al giallo opaco. Espellevo gettate pensando a come sarebbe stato il giorno successivo. Quando avrei dovuto levare quelle cose dai piedi, e fare i conti con la sobrietà. Leggi tutto “Scarpe bianche superficiali”

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Le nuove bellezze

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GianMarco era frustrato e, come lui, tutto ciò che ruotava intorno ai suoi sacrifici, ai suoi sforzi e alla sua bellezza. Accese la televisione depresso, con una stupenda mano abbronzata, attento a non intaccare il perfezionamento estetico apportato alle sue unghie. In passato era stato un incallito onicofago e il solo ricordo di quell’inutile autodanneggiamento faceva implodere in lui un orda di terrore. Leggi tutto “Le nuove bellezze”

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Morra cinese

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Per imparare a giocare alla morra cinese bisogna avere le dita. Basta anche solo una mano, indifferente se mancina o meno. Si possono scegliere tre diverse opzioni di gioco, nella morra cinese. Un’opzione può vincere, può perdere, oppure annullare l’altra opzione. Si gioca a due giocatori. Per forza. E lo scopo del gioco è vincere. Leggi tutto “Morra cinese”

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Nani

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La questione non è l’aspetto fisico. La questione è l’essere a portata di cazzo. Come se l’altezza fosse data apposta per andare in giro a succhiarlo alle persone. Per forza poi la gente ci scredita. Che importanza viene riconosciuta ad uno come me se con gli occhi guardo appena appena sopra lo scroto della gente?

Noi nani ci abbiamo da lavorare parecchio, in personalità. Leggi tutto “Nani”

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Call Center

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Faccio un lavoro di merda. Mi chiamo Chiara, ho ventiuattro anni, e faccio un gran lavoro di merda : il materasso sociale. Da circa un anno lavoro presso un call center di un grossa azienda che si muove nell’ambito dell’elettrotecnica. Riceviamo circa cinque telefonate ogni stop. Uno stop equivale a circa quattordici minuti. Ogni minuto equivale a sessanta precisi secondi di umiliazione. Customer care. Così chiamano questa merda. Leggi tutto “Call Center”

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Capita

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Capita, a volte. Non spessissimo. Ma succede.

Succede che un uomo, anche se vecchio, possa disporre di un gran pezzo di fica che gli pulisca il culo, la bava e la dentiera. Succede anche – ma sempre raramente – che questo matusalemme d’altri tempi abbia buone facoltà economiche. Anzi, che sia proprio pieno di soldi. Leggi tutto “Capita”

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Guerra santa

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Uomini duri fatti per la trincea, uomini con cicatrici. Sporchi e arrabiati. Telegiornali pieni di nostre notizie, dei martiri della guerra santa. E un mondo terrorizzato che ci osserva.

Non possiamo chiamarli fratelli, i nostri nemici. Del nostro paese? Del nostro stesso sistema solare? Noi li odiamo. Esseri al carbonio, si, come tutti. Ma di fede diversa. Leggi tutto “Guerra santa”

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5 parole II

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Aspettavo in stazione, io ed Harry Miller. Seduto su una panchina con il treno che mi era partito in faccia. A lavoro, poco prima, avevo incontrato una delle donne più belle del mondo. Un’attrice americana, o giù di li. Ora ero incazzato e leggevo del mio amico, del signor Miller. No. Avrei dovuto dire di quel vecchio bastardo porco schifoso e pervertito. Forse gli sarebbe piaciuto di più. Beh, leggevo di lui e pensavo di lei. Leggi tutto “5 parole II”

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