Licenziamenti facili

Nel Paese del controsenso si inizia a lavorare pensando di andare in pensione.
Ci si lamenta se non si lavora, ma quando si lavora si pensa inesorabilmente al non lavorare.
E non ci si chiede come il baraccone possa rimanere in piedi ovviamente… o più facilmente si fa finta di nulla.
Ma si pensa a “star comodi” per vivere sulle spalle altrui non appena si presenta l’occasione…

Ecco, trovo piuttosto scontato e stupido che qui ci si opponga al provvedimento sui licenziamenti facilitati per le aziende in crisi, perché il “lavoratore” deve sempre e comunque essere tutelato oltre a tutto ed oltre a tutti…

Schierarsi da quella parte è comodo e utile per alcuni: fa contenta la massa.
Ma questa politica da Stato assistenzialista, garantista, IPOCRITA, vediamo tutti dove ci ha portato fino ad oggi.

E’ ora che la si finisca di schierarsi dove fa comodo e per una volta si cerchi davvero di cambiare mentalità: non girate più la testa dall’altra parte pensando che tanto ci sarà qualcuno che sistemerà i casini. Cercate di capire che alcune cose non vanno e non possono andare (e c’è la storia a dimostrarlo).
Capite anche che si deve lavorare con passione e con amore, senza aspettare tutti i giorni che la giornata finisca o che si raggiunga l’età minima per stare a casa a vivere sulle spalle degli altri. Non ci si deve accontentare, ma si deve fare della propria passione un lavoro e del proprio lavoro una passione. Fino a quando non sarà così voi sarete nel posto sbagliato nel momento sbagliato. E butterete al vento ogni singolo prezioso minuto della vostra vita.

Guardate che è vero… pensateci!

E capite anche che in questo caso il problema non sono i licenziamenti (lasciate da parte teorie complottistiche e pensate che un’Azienda lotta sempre e comunque per tenere in squadra gli elementi più validi), bensì l’impossibilità di investire in questo Paese.

Le aziende sono blindate, non hanno stimoli e interessi ad assumere o a spendere in ricerca e sviluppo.
Non si può creare una nuova attività senza che studi di settore folli e sistemi di tassazione anacronistici e fuori di melone di richiedano di bruciare molto più di quanto si incassi.

Ma in tutto questo i sindacati, i media, i partiti ed i pecoroni ci sguazzano.
E voi?

Benvenuti in Idiotalia: da 150 anni vi inchiappettiamo con passione!

Pensavate di averne sentite abbastanza? Ed invece il bello del nostro Paese è proprio l’inventiva. Ed anche oggi ne abbiamo per un po’ tutti i gusti!

Pareva strano che almeno una cosa fosse andata bene: i festeggiamenti dei 150 anni sembravano essere passati lisci lisci…

In realtà, se proprio ne vogliamo parlare, questi festeggiamenti hanno fatto schifo. Nell’anno del centocinquantenario si doveva fare molto di più: partendo dal creare uno spirito patriottico che ad oggi manca fino al cercare forme di coinvolgimento diverse dalle solite vecchiaggini in stile parata militar-politica.

Ed invece tutto come prima: il Festival di Sanremo che celebra alla “bellemeglio” l’evento, qualche altra trasmissione che ci ficca dentro due o tre paroline… e un’infinità di persone che ci mangiano su!
Ma a noi che messaggio è arrivato? Cosa è cambiato? Cosa abbiamo imparato in più?

Rispondo io: NULLA! Anzi… ora si parla ancora più di prima di secessione, di divisione del Pease e palle varie.

Ma dopo aver detto la mia, è finalmente ora di portare qualche numero ai vostri occhi! Perché quando dicevo che in tanti ci hanno mangiato su non ho inventato nulla. E quindi dimenticate qualsiasi ipotesi “edo-complottistica” ed andate a vedere i numeri. Parliamo dei soldi che erano stati stanziati con grande anticipo per arrivare preparati a queste celebrazioni. Denaro destinato al rifacimento o mantenimento di grandi opere, monumenti, musei e tanto altro.
Tanti soldi. Tanto tempo. Pochi lavori da compiere.

Il risultato, secondo voi, qual è stato?
Questo il titolo de “La Repubblica” sul suo sito… e dice già molto:

IL PAESE DELLE INCOMPIUTE. Dovevano essere i gioielli che l’Italia si regalava per i 150 anni della sua unificazione. Grandi opere destinate alla cultura e all’arte: auditorium, palazzi del cinema, musei e teatri; ma anche aeroporti o piste ciclabili. Ora che l’anno dei festeggiamenti volge al termine, tracciare il bilancio dell’operazione è imbarazzante: errori di progettazione, ricorsi e inchieste, costi lievitati fino a triplicare, fondi esauriti”

Ve lo riassumo, invitandovi a leggere QUI l’articolo originale ed a cercare poi eventuali approfondimenti sulla rete.

Grandi infrastrutture. Cantieri aperti. Centinaia di milioni di Euro stanziati. Indagini di corruzione. Casse vuote. Enormi ritardi (parliamo di di anni rispetto alle previsioni). Lavori anche inutili, considerati importanti per il nostro Paese. Soldi deviati su opere non inerenti alle celebrazioni. Ladri. Ladri. Ladri.

Il mio riassunto qui sopra sarà più chiaro se leggerete tutto quello che riguarda questo argomento.
E come potete vedere nulla di nuovo: i nostri soldi sono stati bruciati in opere che mai vedranno la luce o che saranno completate con enormi ritardi.
E chi pagherà per tutto questo? Nessuno probabilmente…

Perché sono tutti pronti ad incularci con multe anche sulle più piccole cagate (vedi quei grandissimi bastardi che mi hanno multato SOTTO CASA MIA per un disco orario che non ha senso di esistere), ma per le puttanate imperiali alla fine non paga nessuno?

Perché?

Quanto ancora dobbiamo tollerare queste porcate?

Diffondiamo la protesta e l’incazzatura: metti mi piace, condividi e fai un po’ come vuoi!

Immagine by Makkox su IlPost.it

Come hanno già fatto altri, condivido anche io il messaggio (molto importante) diffuso da Wikipedia.
E’ il momento di finirla: non possiamo lasciare in mano ad incompetenti “infangati” qualcosa di cui nemmeno sospettano il funzionamento.

Ecco… probabilmente quanto ho appena scritto rischierebbe di essere già eliminato dalla rete! Perché d’ora in poi, se passerà il disegno di legge sulle intercettazioni, sarà proprio una gran bella merda!

Da Wikipedia:

Cara lettrice, caro lettore,

in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c’è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.

Il Disegno di legge – Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc.

, p. 24, alla lettera a)del comma 29 recita:«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»

Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue e gratuita.

Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.

Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l’obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.

Purtroppo, la valutazione della “lesività” di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all’opinione del soggetto che si presume danneggiato.

Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiedere l’introduzione di una “rettifica”, volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.

In questi anni, gli utenti di Wikipedia (ricordiamo ancora una volta che Wikipedia non ha una redazione) sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del Progetto. Nei rarissimi casi in cui non è stato possibile trovare una soluzione, l’intera pagina è stata rimossa.

Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo
Articolo 27

«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.

Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»

L’obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell’Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l’abbiamo conosciuta fino a oggi.

Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell’onore e dell’immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall’articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.

Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all’arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per “non avere problemi”.

Vogliamo poter continuare a mantenere un’enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?

Gli utenti di Wikipedia

Potere temporale

Ora che la Chiesa finalmente ha detto la sua sulla situazione politica siamo finalmente a posto. Ne sentivamo il bisogno… ora il Governo può finalmente andare a casa in Santa Pace!
Grazie Cardinal Bagnasco!
Thank you (corna alzate verso il cielo con la folla in assoluta adorazione del nuovo beniamino delle masse!)!!
Tutta questa retorica, che in realtà nasconde tutt’altro, mi fa venire la grattarola!

Allora, visto che tutti ormai dicono la loro, aggiungo una mia ulteriore considerazione: “Viviamo proprio in un Paese di Pagliacci!”

Integro una vignetta satirica del buon Albo pubblicata su Esse (http://shockdom.com/open/esse/2011/09/27/ultimora-547-monito-decodificato/), cliccate qui sotto per leggerla.

E ora che anche Cicciolina va in pensione…

Recupero il filo logico di un articolo di qualche giorno fa.
Ho trovato sul sito “cadoinpiedi.it” un’inquietante conferma di quanto il nostro sistema sia da sempre stato in mano ad incompetenti.
Non solo a livello locale (e qui ci potrei scrivere un’opera in 14 tomi), ma soprattutto parlando di quella che sarebbe dovuta essere “la politica vera e propria”.
La politica che in questi giorni conferma il teorema (nonostante io sia contro la diffusione e pubblicazione delle recenti “intercettazioni” che non producono altro che gossip):

πOTERE=fIGA

Ed ecco i risultato: Cicciolina va in pensione e percepirà un vitalizio da Parlamentare! Avete capito bene: da Parlamentare! Alè-oh-oh! Alèèèè-oh oh!! Figa-ta!

Nulla da togliere a Cicciolina, per la quale mi sento quasi in difetto per tanti bei momenti “passati insieme”… ma questo fa realmente traboccare il vaso (e spaccare i maroni)! Siamo alla beffa, oltre che al danno di questi giorni. Ed è forse il caso che qualcuno, seriamente, prenda dei provvedimenti…

Allora copioincollo l’articolo (qui l’originale) perché penso che descriva al meglio la situazione ed anche il mio punto di vista.

Ilona Staller percepirà una lauta pensione per la sua legislatura in Parlamento. Un privilegio che i politici si sono votati da soli. Mentre la Lega continua ad urlare secessione ma ha tre ministri a Roma che hanno giurato fedeltà. Se fossi un magistrato li perseguirei penalmente

Cicciolina va in pensione, e lo fa da ex parlamentare (venne eletta nel 1987). Basta una legislatura per maturare la pensione da parlamentare. Di che sistema si tratta?

Sostanzialmente funziona come un sistema di privilegi incastrati l’uno nell’altro. Non si capisce per quale ragione i parlamentari devono avere un trattamento pensionistico diverso da quello dei cittadini normali. Un parlamentare mediamente riceve una pensione niente affatto male dopo un mandato di 5 anni, qual è il cittadino italiano che ha una pensione dopo un mandato di 5 anni? Non conosco altri esempi di questo genere. Quindi di per sé già le modalità sono di privilegio e questo privilegio è inaccettabile in un Paese come questo, in una situazione come questa. Diciamo che è sempre stato inaccettabile, ma adesso è diventato troppo evidente. Il caso di Cicciolina è un clamoroso esempio di ineguaglianza. Anzi, direi perfino che è un’offesa al sistema delle qualità e dei valori professionali, di esperienza, di lavoro e di studio. In questi casi si premiano persone che sono arrivate per caso alla ribalta e da questa hanno ricavato vantaggi economici per tutta la vita. I parlamentari hanno stabilito leggi che assegnano loro un privilegio che dura tutta la vita.

Non vanno poi dimenticate le “baby-pensioni”, con gente che va in pensione a 39/40 anni d’età. Forse è stata tirata troppo la corda?

Certo, non c’è dubbio che la corda è stata tirata troppo. Ci sono decine di esenzioni uscite dalla legge, uscite di sicurezza che sono state create sulla base di “do ut des” storici ai quali hanno partecipato in parte anche le organizzazioni sindacali, i partiti, ciascuno dei quali ha cercato di ritagliare sulla fetta pubblica una parte di privilegi per gruppi speciali di cittadini che erano i più tutelati o i più protetti. Questo sistema è l’effetto del voto di scambio, “io ti do un privilegio e tu voti per me”. Gran parte della vita sociale italiana è stata costruita sul malcostume del voto di scambio, in questo caso questo tipo di pensioni in anticipo a età assolutamente incredibili, sono tutti frutti del voto di scambio, sostanzialmente intere categorie sono state privilegiate da determinati gruppi, maggioranze, partiti politici per poter poi guadagnare nel corso della loro vita una serie di vantaggi in cambio di cosa? Del sostegno politico a queste forze, quindi sostanzialmente siamo di fronte a una manifestazione del voto di scambio e della corruzione pubblica divenuta in Italia elemento comune e costante della vita dei cittadini.

E poi c’è Bossi, ministro della Repubblica Italiana, che non perde occasione per parlare di secessione. Ma può farlo un ministro?

Se fossi un magistrato aprirei un procedimento penale nei confronti di queste persone perché hanno spergiurato pubblicamente contro la Costituzione italiana. Se si diventa Ministri si giura fedeltà alla Costituzione, questi signori hanno giurato fedeltà, sono diventati Ministri e ora propongono soluzioni eversive, sono spergiuri e dovrebbero essere processati per tradimenti degli interessi della Repubblica e della Democrazia italiana, se non si fa è perché questo paese è marcio fino alle midolla perché alla cosa del genere grida vendetta per il solo fatto di esistere, tre Ministri italiani che sono sembri di un partito che proclama la secessione, e cioè ripeto che sono dei bugiardi, spergiuri pubblicamente e quindi anche dal punto di vista penale dovrebbero essere perseguiti immediatamente.

Di Giulietto Chiesa – http://www.cadoinpiedi.it/2011/09/19/cicciolina_va_in_pensione_bossi_e_da_processare_per_tradimento.html

Quelli che non ascoltano anche quando c’è da leggere

L’altro giorno ero in radio, piacevolmente coinvolto in una discussione legata alle prossime novità della programmazione.

Discutevamo, tra l’altro, anche dell’opportunità appena data di entrare a far parte della squadra: Radio Onda è infatti alla ricerca di figure commerciali (=venditori) per le provincie di Novara, Vercelli e Biella in modo da integrarle nell’attuale formazione.

Chiacchierando è emerso che dei numerosi “curricula” ricevuti (leggasi “-a” al plurale in quanto termine “neutro” latino), la stragrande parte era per tutt’altro: chiesti venditori, arrivati “speaker”, “registi”, “autori” e “dj”.

La famosa “Roma” per “toma” e “lazzo” per “pazzo”… tipico.
Esempio lampante di quando qualcuno, anziché ascoltare, sente quello che vuole sentire… e capisce poco o nulla.

Poi va tutto bene… siamo persone alla mano e ovviamente questo non infastidisce nessuno. Chissà che magari nel mucchio si trovino persone davvero meritevoli di attenzione.
Ma già che ci siamo svelo un arcano mistero: se io chiedo A e tu mi rispondi B… non è che tu stia facendo un ottima impressione 😉

Trovo preoccupante che al giorno d’oggi le persone non solo non ascoltino quando parli… ma anche quando scrivi!

Perché la cassiere non vestono in tailleur

Ieri ero in un centro commerciale. Bennet per l’esattezza, anche se la catena ha poca importanza.

Mi chiedevo, mentre facevo la fila per pagare, per quale motivo le cassiere debbano vestire una divisa tanto brutta quanto svilente… Un abito che le rende, almeno ai miei occhi, prive di significato.

Voglio dire: perché io ieri le guardavo e pensavo al loro lavoro in maniera così negativa? Le commiseravo!
Ma perché?!
Stavano forse andando in guerra? No… ma cribbio! Mi pareva quasi che quella schiera di ragazze (tutte donne ovviamente) stesse facendo il lavoro peggiore del mondo… l’ultima spiaggia!

Poi mi sono risposto che semplicemente non avevo mai pensato a quel lavoro come ad un lavoro “normale”.
Al pari quindi di una normalissima segretaria, un parrucchiere, un impiegato o un web-designer.
Loro, quelle sedute dietro ad un bancone bippante, sono delle “semplici cassiere”, poverine… che brutta vita…

NO! Stocaz!

Ma io dico, ed anzi vorrei urlare: lasciatele libere di mettersi un tailleur se lo vogliono!
Date loro delle divise decorose, che le facciano sembrare persone e non schiave-operai.
E vaffanculo, aggiungo pure in chiusura!

E magari, dico magari, sia loro che noi chiuderemo la spesa con un piccolo sorriso in più sul volto.

Forse, però…

Ah, l’amour!

C’è un sottile confine tra l’attrazione e la fissazione.
Spesso lo superiamo senza rendercene conto: la fissazione si unisce alla “fettadiprosciuttosugliocchitudine” (pessima malattia) che distorce la realtà e fa vedere o ricordare solo alcune cose di una storia morta prima di nascere.

Troppo spesso non capiamo dei segnali e dei messaggi che ci vengono dati in maniera più o meno evidente.
A volte proprio non li captiamo, altre li schiviamo come in Matrix.

Ancora “sovente” tendiamo a sopravvalutare la persona che ci attrae, la idealizziamo e non capiamo che semplicemente è molto meno di quello che avremmo voluto… e non capiamo che sono in tanti, davvero tanti, che nella vita non sanno quello che vogliono.

Ah, l’amour!