La nuova (vecchia) TRUFFA del GUADAGNO FACILE

Ehi, cosa ne dici di condividere:

Imperversa su Facebook, ma ora anche su Linkedin, l’ormai pessima moda di essere contattati da perfetti sconosciuti pronti a farci guadagnare “importanti redditi extra“.

La modalità di approccio è sempre la stessa: non sono nella tua cerchia di amici e conoscenti, ti mandano un messaggio privato e ti invitano a rispondere.

Il loro modo è garbato, entusiastico e stranamente misterioso: il giusto mix per incentivare allo step successivo del contatto diretto (ti mandano il loro numero di telefono per puntare ad un successivo incontro).
Sono giovani, molto giovani, che colpiscono per cortesia e per l’idea di professionalità che trasmettono.
Ma attenzione: si sbugiardano dopo pochi messaggi 😉  

Sono stato contattato diverse volte, l’ultima su Linkedin (dove ci si aspetta di avere rapporti seri e professionali): in questo caso Mattia si è posto in maniera un filo troppo diretta rispetto al mezzo professionale che è Linkedin. Questo mi ha fatto fin da subito alzare le antenne:

Perché parlo di truffa? Semplicemente perché queste persone si presentano sì in modo formale e piacevole, ma i loro messaggi sono dei copia-incolla preformattati.
Non sono diretti esplicitamente a voi, ma inviati a un gran numero di utenti dei social network in un semplice sistema di “pesca a strascico”: per la legge dei grandi numeri qualcuno abbocca.
Magari “truffa” è una parola grossa, ma in ogni caso ci siamo capiti: non si tratta di un contatto che arriva per qualche vostro merito, ma solo un messaggio buttato nel mucchio.

Io, che sono parecchio esperto in materia e diffidente di natura, un po’ per curiosità e un po’ per vedere fino a dove ci si spinge in tutto questo, ho provato ad andare avanti in questa pantomima. Per poi scoprire che il gioco è sempre il medesimo:

  1. “vuoi guadagnare un’entrata extra?”
  2. “è troppo complesso da spiegare qui”
  3. “non è il posto adatto per darti informazioni, sentiamoci per telefono”
  4. per finire “dobbiamo incontrarci di persona

A quel punto ho sempre fatto notare che tutto questo sa abbastanza di truffa, o che comunque è poco chiaro e pulito.
E dall’altra parte ho ottenuto un semplice “grazie comunque per il tuo tempo” e nessun successivo tentativo di contatto.
Capite che questo è quantomeno strano?

Questo invece il messaggio di un tal Kevin su Facebook, ricevuto più volte da me ed alcuni miei amici:

Chi mi conosce sa molto bene che la mia risposta naturale all’ultima domanda sarebbe stata “ma vai a fanculo tu e tutta la tua famiglia“. Ma sono stato buonino buonino ed ho risposto con garbo e professionalità (mi sono guadagnato un bel regalo quest’anno, Babbo Natale!).

In questi giorni mi ero chiesto se non fosse il caso di procedere con la mia “indagine” tornando indietro sui miei passi e accettando l’incontro. Così avrei potuto offrire un quadro più chiaro della situazione. Ma in tutta sincerità non ho né voglia né tempo da dedicare a questi signori.

Da un lato vorrei semplicemente ricordare a chi sta leggendo che “nessuno regala niente per niente“, tantomeno tempo, denaro e segreti per il guadagno facile.
Senza dimenticare mai che Internet è il terreno più fertile in assoluto per le truffe. Nel caso qualcuno fosse così folle da dimenticarlo.

Se quindi da un lato io mi sento tranquillo (perché sono uno di quelli che molto difficilmente vengono fregati in quanto mi documento molto quotidianamente), la mia vera paura è per quelli “più deboli online”, pronti a fare di tutto per guadagnare qualche soldo in più.
Perché c’è gente davvero disperata.

ED ALLORA ECCO IL PERCHE’ DI QUESTO ARTICOLO: NON PERMETTO CHE QUALCUNO SI FACCIA I SOLDI SULLE OSSA DI CHI STA MALE DAVVERO

Ne approfitto così per chiedere a voi se vi sia mai capitato di andare più avanti di me nella questione e di capire dover portano questi messaggi.

Schema ponzi? Vendita online? Acquisto di qualche super minchiata che a vostra volta dovete sbolognare a qualcuno (stile gli integratori o i prodotti per la casa che ormai tutti conosciamo)?
Commercio clandestino di organi?

Se ne avete notizia, parliamone sia qui sotto nei commenti che nella mia pagina di Facebook o su Linkedin.
Vi aspetto.

Pìs!

Ehi, cosa ne dici di condividere:

Se Facebook lo usi così… probabilmente stai sbagliando

Ehi, cosa ne dici di condividere:

Articolo lunghino, meglio da ascoltare!
Ed infatti è disponibile anche in versione audio, così intanto puoi guidare o fare altro e vantarti di averlo letto 😛 (però poi ricorda di lasciare il tuo commento).
[Durata: 9:52 minuti | Peso: 7 MB]


Ah, i social network, croce e delizia dell’età moderna.
Facebook è il numero 1 indiscusso, ma tu sei sicuro di saperlo usare? Perché, anche se non c’è una vera e propria guida per l’utilizzo (che farebbe comodo), voglio fermarmi a farti notare alcuni comportamenti che probabilmente avrai notato o addirittura tu stesso hai tenuto sulla tua bacheca.
OR-RO-RE!

Sia chiaro, anche io non sono immune da errori, anzi!
Ma dopo anni e anni direi di poter dire la mia. Fai tesoro di qualcuno di questi punti o, se preferisci, cestina tutto.

Ok, vediamo un po’ di comportamenti davvero insopportabili e, alla fine, datti un voto. Tu, da solo, senza nessuno che ti giudichi davvero.

Sarò breve, promesso, ma se ti rompi vai alla fine dove sintetizzo tutto in un paio di frasi.

Cos’è Facebook

Prima una riga su Facebook: è un sito, un portale, dove condividere pensieri, idee e più in generale momenti di vita. Semplice, no? Ma forse questa definizione, che è quella che tutti abbiamo in mente, ha permesso qualche equivoco di troppo.

Cosa non è

Non è il bidone della spazzatura. Perché proprio la sua connotazione di social deve farvi capire che niente di quello che mettete online, non solo su Facebook, è mai davvero privato. Tutto è più o meno pubblico, e ci sono conseguenze per quello che fate.

Quindi non riempitelo di immondizia, perché la vostra immagine sarà esattamente lo specchio di quello che pubblicate. La vostra digital reputation parte proprio da qui (e non è un segreto che i recruiter scandaglino le pagine Facebook dei potenziali candidati per un posto di lavoro).

I miei “comandamenti”

Pronti, partenza, via:

Al mondo intero, o nello specifico ai tuoi amici, importa davvero quello che vuoi dire? Ne sei sicuro? Che hai fatto la cacca o hai fame? Pensaci bene… A te importa saperlo di qualcun altro? E se sì (comunque mi preoccuperesti), immagino ti possa interessare di un paio di tuoi amici e non tutti i tuoi contatti. In quale percentuale i tuoi post “leggeri” devono interessare agli altri?

Se sei tra quelli che stupidamente commentano: “io non scrivo per gli altri”, “se non gli interessa possono evitare di leggere” e cose simili allora devi sapere che non hai capito niente. Quindi rendi il tuo profilo privato, cancella tutti gli amici e usalo come diario, anche se ti consiglio di comprarti una Moleskine e cancellarti da Facebook per evitare di regalare big data a Facebook & co. Non hai capito cosa sia internet, non sai cosa siano i social e secondo me avresti bisogno di un corso per imparare ad usarli. Stai riempiendo la tua bacheca è quella degli amici di spazzatura, bravo!

Non metterti nudo in piazza. Per farti capire meglio cosa sia Facebook immagina di essere in una piazza, ad esempio San Marco a Venezia, in cui tu sei al centro con centinaia di persone che ti fissano in mezzo ai piccioni. A loro parleresti della cacca? Ehi, Facebook è esattamente la stessa identica cosa! Tutto quello che scrivi è in piazza!

Non usare Facebook per noia. Esempio: hai un momento libero, non sai cosa fare… Vedi la tua bacheca (o peggio ancora la pagina) bella immacolata e… anche se non sai cosa scrivere, decidi di creare il tuo famoso post sulla cacca… Wow! E…? Il mondo ora è un posto migliore?

Sicuro che sia il posto giusto per sfogarsi?
Ci sono sfoghi e sfoghi… Se vuoi denunciare un problema comune, un disagio condiviso, allora sì: un disservizio del comune dove abiti, un atteggiamento deprecabile di un ristoratore, un operatore telefonico… Questo in genere funziona molto bene.
Ma lamentarsi di cose troppo personali poche volte porta a qualche risoluzione.
Un like o un commento non sono delle vere pacche sulle spalle e non aiutano a venirne fuori.
Meglio alzare il telefono e vedersi con un vero amico con cui scambiare due parole di persona. Perché chi si lamenta una volta poi tende a farlo spesso, dando quell’immagine di sé (posso farvi un elenco di centinaia di “amici” così poveri di idee da saper solo lamentarsi).

La sagra delle ovvietà: immigrati (per cortesia, basta chiamarli “migranti”! Impariamo l’italiano suvvia!), politica, lavoro, onnivori VS vegani, religione (diventano tutti Cristiani Docg quando serve, tra una bestemmia e l’altra, vero?), cambiamenti climatici…
Volete essere un po’ originali ogni tanto? Ed allora cambiate registro!

Non spurgare il tuo cervello nella bacheca: i rifiuti cerebrali urlali nello sgabuzzino delle scope, non in Piazza San Marco. Per il tuo pubblico usa devi usare poche idee, ma buone.

Evita i litigi online. Quasi mai si risolvono, anzi come una valanga rischiano di diventare ancora più grandi. Dimostra a te ed al mondo di essere adulto: 9 volte su 10 fari un’ottima figura (ed incazzare ancora di più il tuo rivale, eh eh!).

Non sentirti in obbligo di scrivere o intervenire: “non potevo starmene fuori dalla discussione” è una stronzata grossa come il tuo ego. Vivi sereno ed immagina le conseguenze di cosa stai per scrivere.

A tal proposito: non tutti sono fatti per scrivere. Grammatica, punteggiatura, coerenza… Per molti sono argomenti da imparare da zero. C’è chi è nato per correre, chi per cantare, chi per fare gare di rutti e chi ovviamente per scrivere o argomentare pensieri. Torna indietro alla tua gioventù e ricorda come a scuola i tuoi professori valutavano le tue capacità di argomentare pensieri. Io avevo la media del 9 se te lo stessi chiedendo. Ehi, non significa che non devi scrivere, ma solo che devi pensarci 1.456 volte prima di farlo e con molta attenzione. Facciamo un accordo: pubblica un solo post davvero divertente e interessante e poi foto o video. Limitiamo i danni della “penna”.

Se mi tagghi in un post che davvero mi interessa mi fai piacere. Se diventa un’abitudine inizi a rompere le palle. Se lo fai per rastrellare like sei un poveraccio & rompipalle. Fine della questione.

Succede una tragedia: chi ha deciso che tu sei l’opinionista televisivo esperto mondiale in materia? Devi proprio scendere nudo in piazza a dire come tu salveresti il pianeta? O scatenare ridicole polemiche che tra mezz’ora dimenticheremo tutti? Pensi sia questione di vita o di morte che il mondo sappia che tu sai riconoscere i terroristi da 10 Km di distanza ad occhio nudo? O peggio che per te tutti, tranne pochi intimi, sono terroristi? Ricorda che è meglio fare la figura di merda faccia a faccia con un amico al bar piuttosto che nudo in Piazza San Marco davanti a tutti

Questa sembra un’ovvietà, ma molti proprio non ci arrivano: tua mamma compie gli anni, oppure è la festa della donna. Due esempi concreti che ho in gola da così tanto tempo…
Dimmi: a cosa cazzo serve un post tipo “auguri alla mamma più bella del mondo” o “auguri a tutte le donne anche se tutti i giorni dovrebbe essere la festa della donna”? Te lo dico io, senza che ci giriamo intorno: a darti il tuo breve, triste e sfigato momento di gloria con like e commenti facili. Utile come un cappotto in spiaggia a ferragosto.
Probabilmente tua mamma non ha neanche Facebook! Gli auguri si fanno di persona se ci tieni, mentre se fatti a “tutte le donne”… lasciano il tempo che trovano? PS: non è un pensiero così originale dire che le donne sono speciali, credimi. Non basta dirlo su Fb una volta all’anno per far credere che lo pensi davvero.

I tuoi hashtag hanno rotto un po’ le palle, #sallo. A volte sono simpatici, ma non tirare la corda. Non per altro, ma ti racconto il segreto di Pulcinella: su Facebook non servono ad una fava. Usali su Twitter o Instagram, ma qua no.

Non essere patetico per elemosinare like. Rileggi tutto quello che ci siamo detti sopra ed evita di sputtanarti in piazza San Marco.
Non conosci posti migliori per parlare dei tuoi problemi personali? Dai cazzo.

Ok, basta

Sarei andato avanti ancora un po’, ma mi sono reso conto che sono andato ben oltre a quello che mi aspettavo. Troppo lungo! Però sufficiente per dare qualche consiglio prezioso.

Dio solo sa quanto desideri che anche solo l’1% dei miei amici mettesse in pratica qualcuna di queste considerazioni prima che io lo elimini dai miei contatti.

Per concludere: sento molte persone che dicono di volersi cancellare da Facebook. Liberi di farlo, ma prima fatevi un esame di coscienza. Perché come è vero che il 99% dei problemi di un computer si trova tra la tastiera e la sedia, il 99% dei problemi di Facebook è nelle bacheche dei suoi utenti.

Un uso consapevole del mezzo renderà a tutti un po’ più piacevole l’utilizzo dell’invenzione (che vi piaccia o no) più importante degli ultimi 10 anni.

Pìs!

Ehi, cosa ne dici di condividere: